Covid e scuola. Ricciardi: "Contro il virus serve un rilevatore di anidride carbonica in classe"

(ansa)
Il sensore avverte quando l'aria è satura e il virus può diffondersi. Lo propone Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza, in vista del rientro: "Osserviamo tutte le regole di sicurezza, perché l'aumento dei casi Covid è reale. Basta guardare cosa è accaduto in Scozia"
3 minuti di lettura

Un rilevatore di anidride carbonica in ogni aula che avverta se l'aria è satura e quindi se il Covid possa entrare nei polmoni di docenti e ragazzi. Una soluzione contro il possibile diffondersi del virus nelle scuole che stanno per aprire. A tale proposito Walter Ricciardi, direttore scientifico di Ics Maugeri, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza, docente di Igiene all'Università Cattolica di Roma, anche membro del comitato scientifico del Santé Publique France, l'Iss transalpino, avverte: "Con l'avvio del nuovo anno scolastico in presenza, il rischio di un aumento dei casi Covid è reale. Basta guardare cosa è accaduto in Scozia". 

Aumento dei contagi in classe

Il fatto che i casi Covid possano aumentare con il ritorno, dal 1 settembre prossimo, di studenti e personale tra i banchi, non è un'eventualità ma una certezza. Parte da qui la presa di posizione del professor Ricciardi. Che riprende il caso Scozia. "Questa esperienza, che risale alle due ultime settimane, è sicuramente illuminante - spiega - . Perché la Scozia, Paese saggio e prudente, nonostante le attenzioni nel gestire il problema Covid, ha dovuto fare i conti con una risalita dei casi proprio legati alla scuola. Purtroppo è normale in presenza di una variante Delta che ha cambiato le carte in tavola, con i bambini che diventano i principali veicoli di infezione. Per questo serve moltiplicare le attenzioni". 

Il fatto che al di sotto dei 12 anni non si possa fare vaccinazione non fa che complicare le cose. "Una volta in classe, bimbi e ragazzi si contagiano - insiste Ricciardi - . E tornando a casa fanno lo stesso con i familiari". Perché, appunto, la variante Delta, con la sua velocità, ha reso tutto più complicato. "I primi mesi di pandemia sono stati caratterizzati dal ceppo di Wuhan, che produceva un numero inferiore di positivi al virus - riassume il direttore scientifico di Maugeri - . Poi c'è stata la variante Beta e infine la Delta (ex inglese), molto contagiosa in tutto il mondo, tanto da determinare un aumento del 30% dei casi in Europa". 

"La pandemia rischia di durare anni"

Ricciardi prosegue: "Su questa pandemia dobbiamo dire forte e chiaro che, se non vengono prese determinate decisioni, durerà per anni. Non c'è nessun Paese al mondo che abbia seguito completamente le indicazioni della scienza. Tanto è vero che nessuno ha risolto il problema". Quindi lancia l'allarme: "Per raggiungere 100 milioni di casi, il Covid ci ha messo approssimativamente 18 mesi. Per raggiungere 200 milioni di casi ce ne ha messi 6, perché con la variante Delta la contagiosità è esplosa. E se non ci prepariamo a prevenire, vaccinare, a mantenere tutte le cautele, raggiungeremo 400 milioni di casi nei prossimi 3 mesi. Questo vuol dire che dobbiamo avere il coraggio di affermare verità scomode, anche se a tutti verrebbe voglia di dire: rilassiamoci, torniamo alla normalità".

"Vaccino obbligatorio" 

E qui si torna agli interrogativi su come affrontare in sicurezza il nuovo anno scolastico. "Cosa fare? Innanzitutto bisogna introdurre l'obbligo di vaccinazione, a pena di sospensione, per il personale. E si deve vaccinare il più possibile: sino al 100% - spiega Ricciardi - . Poi bisogna osservare l'igiene negli ambienti e sui trasporti. Tutto questo dovrebbe servire a contenere i contagi". Sul green pass per docenti, bidelli e personale amministrativo, il professore insiste: "È uno strumento di persuasione alla vaccinazione e deve esser attuato il più possibile, pure nelle scuole. Perché la concentrazione di persone in luoghi chiusi determinerà inevitabilmente un rialzo delle infezioni Covid. Questi luoghi dovrebbero essere accessibili solo agli immuni". 

Controlli e rilevatori dell'aria

Chi deve controllare se il personale abbia o meno un green pass valido? "I responsabili degli istituti scolastici sono i presidi, quindi toccherebbe a loro - risponde Ricciardi - . Ritengo comunque positiva l'iniziativa del ministro alla Mobilità Enrico Giovannini di reintrodurre i controllori sui mezzi pubblici per far rispettare le regole anti-Covid". Ma è anche sugli accorgimenti tecnici che si gioca la partita. Secondo Ricciardi, in ogni aula si dovrebbe prevedere "un rilevatore di anidride carbonica, in grado di farci capire quando l'aria sia satura". Perché, conclude il professore, "la saturazione corrisponde a una pericolosita visto che il virus Covid si trasmette anche con aerosol". Ma, ad oggi, poche scuole sono dotate di impianti di ventilazione meccanica che possono ridurre il rischio in aula con un adeguato ricambio d'aria. Un grosso aiuto può arrivare dai rilevatori di anidride carbonica che monitorano costantemente la qualità dell'aria (misurata in ppm, parti per milioni). I sensori di anidride carbonica funzionano come i semafori: luce verde, gialla e rossa in base alla concentrazione di CO2 nell'aria con valori tarati ad hoc per ogni ambiente. In questo modo l'insegnante può intervenire spalancando le finestre quando scatta il rosso fino al ritorno a valori accettabili.

Le altre armi a disposizione sono i purificatori d'aria filtri HEPA (High Efficienty Particulate Air filter) che sostituiscono l'areazione naturale e gli screening periodici sugli studenti e sul personale scolastico, come suggerito anche dalle autorità europee.