Il fumo passivo? Fa male persino alle orecchie

Non solo malattie ai polmoni e problemi cardiovascolari: uno studio di ricercatori inglesi rivela la correlazione tra l'esposizione al fumo e una serie di patologie "insospettabili"
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Il fumo passivo causa globalmente più di un milione di morti all'anno e aumenta significativamente il rischio di vari tipi di cancro, malattie respiratorie e cardiovascolari. I dati parlano e le prove si vanno sommando: oggi uno studio internazionale, cui ha preso parte il King's College London, torna sul tema e rivela che chi è stato esposto in maniera prolungata al fumo di seconda mano ha un rischio più alto ben del 51% di sviluppare tumori del cavo orale rispetto alla popolazione generale.

I tumori considerati sono quelli che colpiscono la bocca e tutte le parti che la compongono e l'orofaringe, alla base della lingua e delle tonsille. I risultati sono pubblicati sulla rivista Tobacco Control.

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I danni sugli adulti e sui bambini

L'esposizione prolungata al fumo passivo aumenta il rischio di cancro del polmone e di malattie cardiovascolari fino al 20-30%. Ma anche malattie "meno sospettabili" sono collegate al fumo di seconda mano: fra queste, l'Istituto Superiore di Sanità elenca anche alcune malattie e condizioni che riguardano i più piccoli come la sindrome della morte in culla, basso peso alla nascita, malattie respiratorie, infezioni all'orecchio e attacchi d'asma.

I danni sui bambini sono rilevanti considerando che circa il 40% dei più piccoli sono esposti al fumo passivo, stando ai dati riportati dagli autori e provenienti da analisi svolte in 192 paesi, insieme al 33% degli adulti non fumatori. Diversi tumori sono stati associati al fumo passivo e oggi i ricercatori hanno voluto capire il suo impatto sul cancro del cavo orale, i cui principali fattori di rischio sono il fumo e i prodotti a base di tabacco e il consumo eccessivo di alcol. 

Per farlo hanno analizzato 6 studi sul tema, condotti in Europa, Asia, America del Nord e del Sud, che hanno coinvolto quasi 7mila persone, di cui circa la metà esposte al fumo passivo. L'indagine statistica indica che il rischio di cancro del cavo orale risulta più alto del 51% e che se l'esposizione dura per più di 10 anni il rischio risulta raddoppiato (dunque aumentato del 100%).

I dati riguardano 7mila individui e dunque sono ancora limitati, come sottolineano anche gli autori, tuttavia provengono da vari studi e comunque forniscono una prima indicazione importante sul ruolo del fumo di seconda mano rispetto ai tumori della bocca.

La revisione di queste ricerca "supporta un'associazione causale fra il fumo passivo e il cancro del cavo orale", concludono i ricercatori. "Inoltre, l'analisi della risposta basata sull'esposizione, che include la valutazione della durata (più di 10 o 15 anni) è un altro elemento a sostegno dell'inferenza causale". L'obiettivo di questa e altre indagini è fornire informazioni affinché ricercatori, operatori sanitari e decisori politici collaborino per trovare nuove strategie di mitigazione dei rischi, come programmi di prevenzione, campagne informative e l'aggiornamento delle linee guida sul fumo e sui danni associati.

Cancro della bocca, tutti i fattori di rischio

I principali fattori di rischio per il cancro della bocca sono il tabacco e l'uso eccessivo di bevande alcoliche. Gli autori indicano anche i prodotti a base di tabacco senza fumo, in cui il tabacco viene masticato o comunque consumato senza fumare, e prodotti a base delle noci di Areca, frutti propri di aree terrestri lontane dalla nostra - crescono nel sud-est e nel sud asiatico e in alcune parti dell'Africa orientale.

Una piccola quota dei tumori del cavo orale (circa il 5%), poi, è da collegare all'infezione cronica da papilloma virus umano (Hpv). Inoltre è possibile che ulcere e lesioni persistenti, causate da anomalie dentarie o da protesi in cattivo stato, possano in certi casi avere un qualche ruolo.

Riguardo all'alcol non esiste un consumo sicuro, anche se le autorità sanitarie hanno indicato, per chi vuole comunque bere, le soglie da non superare: si parla di 1 unità alcolica, pari 1 bicchiere piccolo di vino o una lattina da 330 ml di birra, per le donne e per gli over 65, e 2 unità alcoliche per gli uomini con meno di 65 anni.