Vaccino Covid. Gli effetti collaterali negli adolescenti

(fotogramma)
Sono di natura 'benigna' e si risolvono rapidamente. Gli esperti: "Casi isolati e 'lievi', l'immunizzazione deve andare avanti"
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LE PAROLE, in medicina, hanno un significato preciso. E infiammazione non si traduce solamente con infezione, visto che il processo infiammatorio può avere origini diverse e non essere causato solamente da un agente infettivo. E’ necessaria questa precisazione per poter comprendere al meglio quanto si sta osservando in termini statistici nei giovani sottoposti a vaccinazione per Covid-19, in termini di maggior frequenza di miocarditi e, secondo alcune ricerche di pericarditi. Le prime sono infiammazioni delle cellule muscolari del cuore, il miocardio, le seconda invece interessano la membrana che ricopre il cuore stesso.

Ma veniamo ai dati. Stando alle segnalazioni del Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta, tra i 16 e i 24 anni ci sarebbe un incremento dei casi di infiammazione del miocardio negli immunizzati con vaccini per Covid.19 a mRNA rispetto a quanto ci si dovrebbe aspettare nella popolazione di quell’età. In particolare, stando alle rilevazioni di fine maggio, a fronte di 2-19 casi attesi ci sono state 79 segnalazioni del quadro patologico tra i 16 e i 17 anni nei vaccinati. Tra i 18 e i 24 anni, sono state poco meno di 200 le segnalazioni, più del doppio rispetto al massimo atteso. La stessa osservazione arriva anche da un articolo apparso su Pediatrics che riporta la vicenda di 7 adolescenti, maschi tra i 14 e i 19 anni, che hanno sviluppato il quadro nei primi giorni dopo il richiamo vaccinale: tutto si è risolto in pochi giorni, con una cura a base di antinfiammatori.

Forme non gravi

Insomma: giustamente gli organismi di controllo dei farmaci seguono con attenzione quanto sta avvenendo, pur se si tratta di un numero di casi bassissimo rispetto all’elevato numero di adolescenti e giovani vaccinati, tanto che nel vecchio continente anche l’Agenzia Europea del Farmaco monitora la situazione sotto questo aspetto. Ma va detto che le forme osservate soprattutto nei maschi sono quasi sempre di natura benigna e spesso si risolvono con pochi giorni di trattamento, a fronte del rischio che anche per i giovani può avere invece l’infezione del miocardio legata a Covid-19, che si inserisce nel quadro di una patologia multi-organo e può avere conseguenze e strascichi ben più seri. Insomma: il rapporto “rischio-beneficio” del vaccino rispetto alla possibile insorgenza della malattia nel singolo (e per la comunità) è ampiamente a vantaggio dell’immunizzazione, mentre si attende di scoprire quali possano essere i fattori causali che in qualche modo correlano le due situazioni. 

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Febbre e dolori

“Anche da noi ci sono giovani che addirittura vengono ricoverati per dolore toracico e magari, se arrivano d'urgenza, sono sottoposti a coronarografia per escludere una problematica delle arterie coronarie per poi scoprire che sono affetti da 'miocardite' e che qualche tempo prima si sono vaccinati – segnala Alfredo Marchese, presidente della Fondazione GISE e responsabile del Laboratorio di Cardiologia Interventistica all’Ospedale Santa Maria di Bari. La sensazione è che alcuni di questi quadri siano legati all’infiammazione, caratterizzata da leucocitosi, cioè aumento dei globuli bianchi, e a volte anche innalzamento degli enzimi cardiaci come troponina e CPK-nt. Sul fronte clinico, queste condizioni si possono manifestare con febbre, dolore, a volte anche sensazione di affanno. Ma si tratta di quadri appunto legati ad un eccesso di risposta infiammatoria in seguito allo stimolo vaccinale, ben più semplici da trattare e con prognosi 'benigna' rispetto alle reazioni indotte dall’infezione virale vera e propria". Insomma: dopo vaccinazione le miocarditi, che in termini generali possono anche passare del tutto inosservate, hanno una natura diversa rispetto a quelle, ben più gravi, che si legano alle infezioni virali con alta carica virale capaci di 'annidarsi' nel muscolo cardiaco. In pratica sarebbero legate ad una reazione immunitaria che si esprime a livello del miocardio sempre per reazione all'RNA virale somministrato col vaccino.

“Per questo hanno un percorso benigno, visto che sono legati ad una risposta particolarmente 'vivace' del sistema immunitario del giovane – fa sapere Marchese. Al contrario una miocardite da Covid-19 può essere molto grave, visto che si inserisce in un quadro che coinvolge anche diversi organi e che soprattutto vede il virus continuare a replicarsi incessantemente. Da un lato, dopo vaccinazione, possiamo osservare un’infiammazione che può essere facilmente controllata e spesso non viene nemmeno percepita, dall’altro con l’infezione naturale da Sars-CoV-2 c’è il rischio di danni gravi al cuore, con il virus che continua a replicarsi. Per questo il rapporto rischio-beneficio pende chiaramente a favore dell’immunizzazione”.