Mascherine: le regole per salvarsi la pelle

Prurito, irritazioni, sudore. Come curare la pelle dopo mesi di mascherina: intervista alla dermatologa Marcella Ribuffo dell'Idi di Roma
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PRURITO, eritemi, desquamazione della pelle, acne, sudore. Una convivenza difficile, quella tra le mascherine e l’estate. E se rispetto all’emergenza Covid, il fastidio di tenere naso e bocca coperti nonostante il caldo sia un effetto collaterale davvero trascurabile  (soprattutto valutando benefici derivanti dall’uso della mascherina sui contagi), gli effetti sulla pelle ci sono. In molti chiamano ormai quella dermatite comparsa sul viso in questi mesi “maskne”, ovvero acne da mascherina. E ora che si profila l’ipotesi di poter tenere il volto libero, ci ritroviamo con una faccia “da quarantena”, alle prese con una sorta di adolescenza epidermica. Ma allora cosa possiamo fare per tutelare la pelle? Ne abbiamo parlato con la dermatologa Marcella Ribuffo dell’IDI.

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Fermo restando che schermare il volto per evitare il contagio da Covid resta una delle principali armi per evitare la diffusione del virus, come affrontiamo il problema del maskne?

“Non c’è dubbio che con il salire del termometro aumenta la secrezione di sebo sul viso, che con la mascherina crea un ambiente caldo umido e il conseguente effetto occlusivo dei pori. Situazione che può portare a quelle follicoliti così fastidiose. Per affrontarle bisogna capire innanzitutto se si tratta di una persona con una diagnosi di acne già dichiarata che dovrà continuare nella sua terapia a base di acido retinoico. Oppure, se si tratta della conseguenza di una beauty routine sbagliata. In questo anno e mezzo ho visitato molte donne, soprattutto giovani, che hanno utilizzato creme troppo nutrienti, oppure con derivati siliconici che con l'uso prolungato della mascherina hanno sviluppato un quadro di simil acne. In questo caso, il problema è la routine cosmetologica sbagliata. Cambiandola, la pelle riacquista il suo equilibrio”.

Quali altri problemi alla pelle può causare la mascherina?

“Anche in assenza di acne o simil acne, l’accumulo di sebo e sudore può provocare sotto la mascherina irritazioni, come dermatiti seborroiche o da contatto nella zona periorale. Sia gli uomini che le donne infatti in quella parte del volto hanno la pelle più grassa, dunque più sensiili a questo tipo di problemi. Ad innescare l’irritazione cutanea sono una serie di fattori come l’umidità e il contatto costante con il tessuto. In questo caso il consiglio è di usare la sera una crema indicata che non occluda i pori, ma che abbia un effetto quasi esfoliante. Biosgna comunque chiedere al dermatologo una terapia che ripristini l'equilibrio”

La quarantena ci ha provato in tutti i sensi, anche la pelle ne ha risentito a causa dello stress o di cosmetici e cibo sbagliati?

“Più che la pelle, ne hanno risentito i capelli. Mai come adesso stiamo visitando pazienti che arrivano  con un problema serio di alopecia areata. Non c’è dubbio che i casi siano in aumento e a soffrirne sono persone che hanno vissuto lutti, hanno perso il lavoro, oppure hanno avuto gravi problemi economici da affrontare. E poi ci sono i pazienti Covid, con problemi di perdita di capelli. Anche in maniera seria. Un disagio estremamente difficile da affrontare e per questo lavoriamo in équipe con un medico psichiatra".

La perdita di capelli come conseguenza della malattia da coronavirus?

“Sì, è uno degli effetti di long Covid. Però voglio rassicurare chi ne sta soffrendo: la perdita di capelli può durare anche sei mesi, ma poi la caduta si blocca e i capelli ricrescono. Non si rimane calvi”.

Ci dia dei consigli da post- pandemia, per tornare a far respirare la pelle senza mascherina e senza commettere errori che possano creare ulteriore stress alla cute del volto.

“Innanzi tutto, indossiamo solo mascherine certificate. Poi occhio alle creme per il viso. Bisogna prestare la massima attenzione ai prodotti che si usano, soprattutto se sono adatti al tipo di pelle e all’età. Abbiamo visitato ragazze diciottenni che sotto la mascherina hanno applicato creme e cosmetici non adeguati che hanno occluso i pori. La sera soprattutto, meglio applicare un siero consigliato dal dermatologo che una crema nutriente. E poi con l’arrivo dell’estate bisogna applicare i solari. La mascherina in parte ci ha difeso dalle macchie solari sul volto. Ora facciamo respirare la pelle ma non danneggiamola. Proteggiamola, ne ha bisogno dopo più di anno di pandemia".