Vaccino anti Covid: da AstraZeneca a Moderna, identikit dell'immunizzazione

Dati incoraggianti anche da Novavax e Johnson&Johnson
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L'ULTIMO a essere stato approvato dall'Ema, l'agenzia europea dei medicinali, è quello di AstraZeneca. Finora tutte le immunizzazioni che hanno superato quest'esame hanno dimostrato di essere sicure ed efficaci, due requisiti fondamentali per poter essere messi in commercio e distribuiti. 

Lo speciale: come funzionano i vaccini Anti-Covid

 Oxford-AstraZeneca

Il vaccino di Oxford-AstraZeneca è stato appena autorizzato dall'Ema e da Aifa per gli adulti in tutte le fasce d'età, ma è stato raccomandato in un primo momento solo tra i 18 e i 55 anni. Perché? Nel gruppo di volontari in cui è stato somministrati, tutti fra i 18 e i 55 anni, l'efficacia è del 62,1%. E' stato testato anche su over70 ma finora i dati non sono sufficienti per dimostrare che quest'immunizzazione sia valida anche per persone più anziane. Oggi Aifa ha invece inserito tra le persone per le quali è suggerito il medicinale anche chi ha più di 55 anni e non ha fattori di rischio che lo rendano fragile di fronte al Covid

Pfizer

Il vaccino Pfizer-BioNTech è il primo ad essere stato approvato dall'Aifa. Il 2 dicembre 2020 è stato autorizzato nel Regno Unito, l'11 dello stesso mese negli Usa e alla vigilia di Natale, il 21, nell'Unione Europea.  Come quello di Moderna, ha valori alti di efficacia. A 7 giorni di distanza dalla seconda dose ha una capacità di stimolare la risposta immunitaria del 95%.

Moderna

Fra i vaccini con una maggiore risposta immunitaria c'è quello di Moderna, approvato a inizio gennaio. Anche qui servono due somministrazioni a distanza di 28 giorni l'uomo dall'altra. Secondo l'Aifa è indicato a partire dai 18 anni ed è risultato sicuro ed efficace anche sugli anziani. Dopo due settimane dalla seconda dose l'efficacia è del 94,5%. Utilizza la tecnica dell'mRna e viene conservato a temperature tra -25 e -15 gradi, ma è stabile tra + 2 e + 8 gradi. Prima della somministrazione può essere tenuto a temperatura ambiente fino a un massimo di 12 ore. Non va miscelato, né diluito con altri medicinali.

Johnson&Johnson

Fra i vaccini che aprono speranze nella lotta al coronavirus c'è anche quello di Johnson&Johnson. Lo ha ricordato Armando Genazzani, rappresentante italiano al Chmp (Committee for medical products for humans use) di Ema, l'Agenzia europea del farmaco, ospite di 'SkyTg24' che l'ha inserito fra i vaccini che potremmo avere prima di Pasqua. Non è stato infatti ancora approvato dagli enti regolatori ma potrebbe essere presto disponibile. E' una vaccinazione mondose e i risultati del test finale su 45.000 volontari sono attesi in questi giorni. I risultati dei test portati avanti negli Stati Uniti parlano di un'efficacia del 72% mentre quelli in altri continenti, anche in  presenza di altre varianti, la percentuale scende al 66%. Il colosso farmaceutico ha dichiarato di aver intenzione di chiedere l'autorizzazione d'emergenza di quest'immunizzazione negli Stati Uniti alla Food and Drug administration. Questo vaccino usa un vettore virale non replicante. In pratica per 'portare' le informazioni genetiche alla cellula viene utilizzato un adenovirus innocuo per l'uomo che non può replicarsi e nel quale viene inserito un gene con le istruzioni per produrre una proteina contro il Covid. Entro la fine dell'anno dovrebbero arrivare 200 milioni di dosi di questa vaccinazione all'Unione europea. 

Novavax

C'è poi un'altra arma contro il Covid che potrebbe essere pronta e che è stata citata da Genazzani fra le immunizzazioni che potrebbero arrivare entro Pasqua. Gli studi considerano fra i vaccini più promettenti quelli della biotech statunitense Novavax che ha appena annunciato di aver portato a termine la Fase 3 del suo vaccini con un'efficacia dell'89,3% anche nei confronti della variante inglese. Sarebbe invece meno efficace, con un dato che scende al 60%, per contrastare la variante sudafricana. Ora l'azienda ha avviato l'iter nel Regno Unito e sta portando avanti uno studio negli Usa. 

Sputnik

Potrebbe essere presto approvato dall'Ema anche il vaccino russo Sputnik che dimostra di avere una buona efficacia. E' stato presentato ad agosto 2020 durante una conferenza stampa presieduta da Vladimir Putin ed è stato sviluppato dal Gamaelya Reserch Institute di Mosca. I dati sono appena stati pubblicati su Lancet. I risultati di uno studio clinico su quasi 20mila persone ha dimostrato un’efficacia del 91,6%  riportando 16 casi di Covid sintomatico nel gruppo vaccinato (0,1%) e 62 (1,3%) in quello trattato con placebo. Il Gam-Covid-Vac, primo vaccino registrato contro Covid-19, è basato sulla tecnologia del vettore virale (un adenovirus non replicante, quindi incapace di infettare l’organismo), prevede due dosi, ed è stato ribattezzato Sputnik per ricordare la missione spaziale sovietica.

L'Ema ha fatto sapere di aver avviato un iter per saperne di più e valutarne sicurezza ed efficacia. Se venisse autorizzato dall'ente regolatorio europeo potrebbe aiutare una campagna vaccinale che non si basa su una quantità sufficiente di dosi. La Russia ha offerto all'Europa una fornitura di 100 milioni di dosi.