Tragedie sui social: bisogna spiegare il pericolo ai bambini

(ansa)
La morte di una ragazzina su TikTok. I giovanissimi che si sfregiano.. Il covid e la solitudine hanno esasperato i teen. E i genitori devono correre ai ripari. Un'importante pediatra spiega come
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I ragazzi amano le sfide, le competizioni, il brivido di poter superare i propri limiti. Questo- lo sappiamo- è tipico di una fase della vita così delicata e vulnerabile, quale è quella della adolescenza. Ma è ancora più vero in epoca COVID. Le restrizioni e i cambiamenti di vita che la pandemia da COVID 19 ha imposto, limitando le nostre libertà, cambiando i nostri ritmi di vita e le nostre abitudini, ha ancora più acuito la voglia di evadere dalla realtà dei ragazzi. E se tutti noi avvertiamo che qualcosa è diverso e non tornerà facilmente come prima, questo è ancora più vero per loro, gli adolescenti, che si sentono spesso come “leoni in gabbia”. Alla ricerca di consensi, di approvazioni, soprattutto dai loro coetanei. Un po’ per noia, un po’ per dimostrare che sono già ‘grandi’, gli adolescenti rischiano di perseguire comportamenti non solo inadatti, ma addirittura pericolosi. E per ottenerli spesso non si pongono limiti, sono disposti anche a giochi privi di senso, pericolosi, giusto per il gusto di mettersi al centro dell’attenzione, di diventare protagonisti per pochi minuti.

Come nel caso dei ragazzi che hanno tentato di emulare il sorriso di Joker, il noto personaggio dei fumetti di Batman, infliggendosi tagli al volto . O ancora peggio sono disposti ad accettare delle sfide assurde come quella di stringersi una cintura attorno al collo. Giochi, li definiscono, ma che ha portato due giovanissimi di 14 e 18 anni in ospedale. Ancora peggiore la sorte di una ragazzina di appena dieci anni, morta dopo essersi strozzata con la cintura dell’accappatoio per superare la prova di soffocamento estremo o “Black Out Challange” secondo il linguaggio di TikTok. Il tutto ripreso freddamente dal telefonino. In diretta, per usare il termine dell’web. In questa nuova era digitale, l’utilizzo dei media device è aumentato in maniera sempre più significativa tra i ragazzi: oltre l’85% degli adolescenti di età compresa tra 11 e 17 anni usa regolarmente uno smartphone e più del 72% accede a internet tramite lo smartphone.

E’ importante avere un dialogo costante con i ragazzi ed educarli all’uso dei social network perché stare in Rete può esporre a rischi come quello di assumere atteggiamenti pericolosi, addirittura mortali. Spesso si tratta di sfide tra i ragazzi che vengono amplificate dal web in modo da aumentarne la visibilità e così anche il rischio di emulazione da parte dei coetanei. Infatti, attraverso queste challenge è possibile invitare altri amici a unirsi nelle sfide. Il tutto viene poi aggravato dalla ricerca di piacere agi altri, ovvero di ricevere l’approvazione tramite numerosi like, che i giovani si concedono spesso inconsapevolmente, ignari dei reali rischi per se stessi e per gli altri. È importante insegnare ai ragazzi a utilizzare la rete in modo consapevole prima che vengano vissuti atteggiamenti nocivi o si instaurino dinamiche pericolose per la loro stessa vita. Bisogna prepararsi al fatto che i ragazzini scopriranno da soli o tramiti gli amici i pericoli. E bisogna evitare che ci inciampino e si facciano male. Come? Con il dialogo. L’occhio attento e vigile dei genitori, che devono rimanere sempre presenti nella vita degli adolescenti, guidandoli in questa fase così delicata e vulnerabile della loro vita è indispensabile. Ora, ancora più di quando erano piccoli. L’uso consapevole e responsabile della tecnologia e della rete, la protezione della propria privacy sono anche fondamentali per contrastare il triste e dilagante fenomeno del cyberbullismo.