Covid, una vita in casa dietro uno schermo: a rischio la vista dei bambini

Gli effetti della pandemia sugli occhi dei più piccoli: in aumento la miopia secondo uno studio condotto da ricercatori statunitensi e cinesi
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Tra le tante ricadute negative della pandemia sui bambini c'è anche la questione occhi. L’ultimo studio pubblicato su Jama Ophtalmology ha valutato l’impatto delle restrizioni provocate dal Sars-Cov-2 sulla vista dei più giovani. E la conclusione non è certo delle migliori.

Gli autori dello studio, ricercatori statunitensi e cinesi, hanno valutato gli screening oculistici raccolti per 6 anni consecutivi, dal 2015 al 2020, di oltre 120mila bambini tra i 6 e i 13 anni di 10 scuole primarie della provincia cinese di Feicheng. Tutti i dati sono stati analizzati a luglio 2020. E la conclusione, a conti fatti, è che il confinamento domestico imposto dalla pandemia di Covid-19 si associa a un aumento significativo della miopia, in termini di diottrie e di prevalenza del difetto visivo, in particolare tra 6 e 8 anni. In questa fascia d’età la prevalenza della miopia è aumentata, dicono i risultati dello studio, da 1.4 a 3 volte, nell’anno della pandemia rispetto ai 5 anni che l’hanno preceduta.

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L’ambiente, gli schermi, e la vista dei bambini

Gli stessi autori dell’analisi hanno dichiarato il loro lavoro presenta comunque dei limiti: per esempio la mancanza di dati storici, cioè informazioni raccolte nella fase prescolare. D’altronde però numerosi studi precedenti pubblicati negli ultimi anni hanno già messo in relazione la progressione della miopia con una riduzione del tempo trascorso all’aria aperta. E la pandemia in fondo questo ha fatto, e al massimo grado: ha ridotto, quando non annullato, per settimane o mesi il tempo trascorso fuori casa.

Sole schermi e miopia

“Si tratta di risultati che ci aspettavamo, perché sappiamo che oltre alla familiarità nell’insorgenza e progressione della miopia in età pediatrica gioca un ruolo attivo la luce solare - dice infatti Romina Fasciani, oculista presso la Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma – che stimola la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore che agisce sul bulbo oculare e lo protegge. Per cui i bambini che trascorrono meno tempo all’aria aperta, come accade oggi, sono più predisposti alla progressione della miopia”. Ma non solo questo accade, oggi, in particolare nei mesi del lockdown, in tanta parte del mondo: il confinamento domestico, oltre ad aver impedito o ridotto sostanzialmente le ore passate fuori casa ha anche aumentato le ore trascorse davanti agli schermi di pc di tablet e di cellulari: così è stato per tutti, anche per i bambini in età scolareè indubbiamente così – conferma Fasciani – ma mentre l’associazione tra attività all’aperto e progressione miopica è confermata da diversi ampi studi, quella tra tempo passato davanti a schermi e miopia nei bambini no.  Tuttavia – conclude l’esperta - la comunità scientifica ritiene che anche in questo caso, in qualche modo, un’implicazione ci sia”.