Perdere peso: la dieta miracolosa non esiste

Mangiamo di più per seppellire l'ansia, perché siamo in casa causa Covid, perché il frigo è sempre a disposizione e per mille altri motivi. Ma perdere peso è difficile e le scorciatoie non funzionano. Ecco i consigli di un grande esperto, anche in vista delle abbuffate di Natale
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Quest’anno arriviamo alle feste di Natale un po’ peggio dell’anno scorso. Siamo in periodo di pandemia e tutti i dati disponibili, in Italia e fuori, ci dicono che siamo aumentati di peso: si mangia di più nel tentativo di seppellire l’ansia, si mangia di più anche perché abbiamo tutto il giorno dispensa e frigorifero a portata di mano, abbiamo comprato una maggiore quantità di alimenti confezionati e a lunga scadenza e non ultimo abbiamo fatto meno attività fisica.



E ora dobbiamo affrontare le festività, che sono solite lasciarci una pesante eredità quando passano: da mezzo chilo a un chilo di peso, per via delle offerte più abbondanti di calorie, grassi e zucchero e delle maggiori occasioni di consumo.



Dunque per prepararsi cosa c’è di meglio che ricorrere a una di quelle diete miracolose che promettono di perdere 5 kg in una settimana? O ancora meglio delle diete, perché non tentare uno di quei rimedi magici, quei metodi bruciagrasso, quelle meravigliose scorciatoie che i media ci offrono soprattutto poco prima e poco dopo le feste? Ogni giorno nasce una dieta nuova. E se ne nasce una nuova è perché quella del giorno prima non ha funzionato; così come non funzionerà quella che sta per nascere domani. Il motivo è semplice: non può funzionare; non può esistere una dieta che magicamente ci faccia perdere peso in maniera rapida e senza sforso. Ci piace l’idea che, giusto per nominarne qualcuna, la dieta del gelato o quella dei gruppi sanguigni, la sugar buster (più hanno nomi strani meglio è) o la dieta stravagante di un Vip possano fare al caso nostro.


E questo perché spesso viviamo la dieta come rinuncia, privazione, sacrificio; invece dovremmo considerarla come un compromesso, un patto, un contratto: se mi va una coccola, che sia un dolce o un piatto di pasta un po’ più impegnativo, o una pizza, non devo rinunciare, ma solo fare in modo che non sia un comportamento quotidiano modularlo con quanto posso il mio livello di attività fisica permetta. Non posso permettermi troppe coccole se la mia coccola principale è stare sul divano. Devo scegliere la coccola insomma. Se mi muovo poco, devo stare più attento alla frequenza delle coccole.      


Ma non sentiamoci colpevoli se abbiamo voglia di coccole, perché sono naturali, scritte nel DNA, nel programma di tutti gli animali: la preda più ambita è quella che offre un rendimento energetico più alto e che costa tempo ed energia minori per la sua ricerca e la sua preparazione. E’ quindi ovvio che siamo attratti maggiormente da alimenti ricchi di grassi e di zuccheri: è assolutamente naturale. Ma se è così naturale direte voi: “Perché allora non dobbiamo?”.  Non dobbiamo perché l’immensa disponibilità all’acquisto di grasso e zucchero non è naturale. 



Fino al secolo scorso, grasso e zucchero erano nutrienti molto ambiti e preziosi, costavano un durissimo lavoro fisico e non se ne trovavano grandi quantità, per cui potevamo permettercelo soltanto quando era festa: Natale e Pasqua, non certo tutti i giorni come facciamo oggi. Allora era facile: assenza di tentazione, ma oggi per avere un’alimentazione equilibrata dobbiamo fare continui compromessi. Dobbiamo però sapere che la colpa del nostro peso non è del glutine o dei carboidrati, nemmeno dei grassi o degli alimenti industriali e nemmeno della pizza, o degli ultraprocessati, non è neanche degli alimenti col semaforo rosso e delle patatine fritte.


La colpa è della somma, che inesorabilmente fa il totale. Quindi se mi muovo tanto, avrò un totale più grande da riempire e se lo riempio con abbondanza di verdura, frutta fresca e in guscio, cereali integrali e legumi, lascerò un po’ meno spazio ad altro, ma avrò una dieta gratificante, sana, equilibrata e varia, che mi permetterà anche qualche coccola non soltanto a Natale.