Inverno, influenza intestinale a rischio

Le influenze intestinali sono molto comuni nei mesi più freddi, cosa possiamo fare per non esserne vittime e per non diffondere i virus?

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CON l’inverno ritornano i malanni, spesso portati in casa dai bambini che, rientrando da scuola. Arrivano febbre, mal di pancia e vomito presi in prestito dagli amici a scuola. Tra le cause più comuni di gastroenteriti acute ci sono i norovirus, conosciuti anche come virus di Norwalk. Sono altamente infettivi, ne bastano solo 10 per farci ammalare, e sono particolarmente difficili da debellare. I sintomi sono quelli di una gastroenterite tradizionale e colpiscono in particolare bambini e i più anziani.

• COME METTERSI AL RIPARO
Oltre a essere causa di sintomi davvero fastidiosi, questi virus sono anche difficili da eliminare. Sono resistenti e possono sopravvivere nell’ambiente anche per due settimane. Come fare quindi per contenere l’infezione ed evitare che tutta la famiglia si ammali? È un'operazione molto difficile. Non esistono vaccini preventivi e la trasmissione avviene da persona a persona per via orale, aerosol oppure attraverso il consumo di cibo insalubre (generalmente perché entrato a contatto con acque contaminate), così come tramite il contatto con superfici infette.

Una volta che un familiare mostra i sintomi, l’unico modo che ha il resto della famiglia per tenersi al riparo è attuare misure igeniche d’emergenza, per così dire, per evitare di entrare in contatto con fluidi provenienti dal malato e le superfici che potrebbe aver toccato.

• LAVARSI BENE LE MANI
Il migliore meccanismo di difesa resta  quello di lavarsi sempre le mani con acqua e sapone. Va fatto sia che siamo noi ad essere malati sia che lo sia qualche familiare. I prodotti igienizzanti non sono sufficienti. Uccidono il 99.9% di virus e batteri lasciando fuori il norovirus, che fa parte proprio di quel 0.1% rimasto.

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• CANDEGGINA, IL MIGLIOR ALLEATO
Come detto in precedenza il virus può sopravvivere nell'ambiente anche per settimane, perciò è necessario disinfettare accuratamente le superfici che sono venute a contatto con vomito e diarrea utilizzando prodotti a base di candeggina. Le proporzioni ideali sono una parte di candeggina diluita in 20 parti d’acqua. Il deteregente deve essere lasciato agire per almeno 5 minuti prima di sciacquarlo via con acqua e sapone. Attenzione a non pulire solo dove si vede sporco. I virus potrebbero essere stati sparsi anche più lontano, dove sembra tutto pulito.

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• IN CUCINA
Il consumo di cibi e la loro preparazione è un altro punto critico per la trasmissione della malattia. Bisogna evitare di consumare cibi crudi che si sospetta possano essere stati a contatto con acque infette. Un esempio molto noto sono i crostacei crudi oppure le verdure non cotte. Nella preparazione del cibo bisogna tenere in considerazione che il virus è resistente a temperature fino a 60° centigradi. Se invece siamo stati infettati, è opportuno evitare di preparare cibo per altri fino a tre giorni dopo la scomparsa dei sintomi. In generale è meglio tenere lontano dalla cucina i bambini e tutti coloro che sono soggetti al virus.

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• LAVAGGIO DEGLI INDUMENTI
L’epopea contro il virus non è ancora terminata. Come gestire abiti che sono entrati a contatto con fluidi infetti? Innanzitutto bisogna evitare di diffondere ulteriormente il virus agitando o portando l’indumento in giro per la casa magari chiudendoli in un sacchetto di plastica chiuso. L’ideale è lavare gli abiti il più a lungo possibile e con la massima temperatura prevista dalla lavatrice a disposizione, addizionando al detergente usato, la candeggina.

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• IN ITALIA
A causa della scoperta relativamente recente del virus, isolato solo nel 1972, sono poche le informazioni sulle epidemie in Italia. Dalle segnalazioni più recenti si evince che la sorgente principale di gastroenteriti è da ricondursi a fonti di acqua contaminata, probabilmente legate a guasti nei sistemi di potabilizzazione. Come nel resto dell’Europa la maggior parte dei casi di infezione si registrano tra gli anziani ricoverati all’interno di case di riposo e ospedali.