Frutta, verdura e un pizzico di zenzero, la dieta anti-influenza

Visto che i virus influenzali arriveranno solo a dicembre, c’è tutto il tempo per mettere in pratica una strategia preventiva. Che inizia a tavola con l’aiuto anche di aglio e curcuma e un’attività fisica costante

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TEMPERATURE insolitamente alte, quasi estive, ma al mattino presto e poi nel pomeriggio, si sente che l’autunno è arrivato. Sono proprio questi sbalzi termici che spiegano come mai già 100 mila italiani siano alle prese con sindromi simil-influenzali dalle forme e dall'intensità diversa, a volte con sintomi gastrointestinali. Secondo i virologi saranno dai 12 ai 15 milioni gli italiani costretti a letto dai virus influenzali. Come fare prevenzione in modo efficace?
 
Un nuovo virus. L’influenza di quest’anno dovrebbe arrivare a dicembre, ma in circolazione ci sono già i suoi ‘virus cugini’ che mietono le prime vittime. “Per la stagione 2017-2018 sono previsti dai 4 ai 5 milioni di casi di influenza oltre agli 8-10 milioni di sindromi provocate da altri virus respiratori: una epidemia, quindi, di media entità. Avremo un solo nuovo virus in circolazione, il H1N1 pdm 09 (A/Michigan/45/2015), una variante similare ai virus dell’anno scorso” afferma Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano. “Tanto dipenderà anche dal meteo: se questo inverno dovesse essere più lungo e freddo sicuramente si avranno molti più pazienti influenzati. Se, al contrario, l’inverno fosse più mite, saranno invece i virus ‘cugini’ dell’influenza, quelli chiamati virus parainfluenzali, a essere avvantaggiati”.
 
Yogurt e tanta frutta. Dunque, c’è tempo abbastanza per mettere in campo qualche strategia difensiva. A partire da ciò che mettiamo in tavola ogni giorno. Da una recente ricerca del Censis svolta su mille persone, è emerso che l’85% ha indicato come principale misura di prevenzione proprio una sana alimentazione. Ma davvero il cibo può aiutarci a prevenire l’influenza? “Trattandosi di una malattia di tipo virale e molto contagiosa – spiega Manon Khazrai, docente di Scienza dell'Alimentazione Campus Bio-Medico di Roma - l’alimentazione non può prevenire l’influenza, ma può sicuramente aiutare il sistema immunitario a renderci più forti. Serve un’alimentazione ricca in frutta e verdura, contenenti vitamina C, A e sostanze antiossidanti”. Qualche esempio pratico? “Cibi come lo yogurt ricco in probiotici migliorano la flora intestinale”.
 
Zenzero e un tè all’aglio. Ma anche alcune spezie o erbe aromatiche possono aiutare. “Lo zenzero e l’aglio – prosegue l’esperta - sono noti per le proprietà antiinfiammatorie, così come alcune spezie come la curcuma”. Oltre ad utilizzare l’aglio nelle ricette, la fitoterapia consiglia di usarlo anche a crudo magari preparando una specie di tè all’aglio da addolcire aggiungendo un po’ di miele. Ma come si fa un tè all’aglio? Basta prendere un paio di spicchi di aglio fresco e schiacciarli per bene. Poi vanno messi in un pentolino pieno d’acqua e portati ad ebollizione. Abbassare la fiamma e cuocere a fuoco lento per altri 15 minuti. Colare il tutto ed aggiungere il miele e qualche goccia di succo di limone.
 
Polpette e risotti per i piccoli.  Ma la dieta anti-influenza a base di frutta e verdura può essere piuttosto ardua da far seguire ai nostri figli sempre poco inclini a mangiare gli alimenti sani. “In questi casi – suggerisce la nutrizionista – bisogna nascondere la verdura mescolandola ad altri alimenti come il riso o la pasta, le polpettine con carne e verdure e anche delle centrifughe in cui mettere non solo frutta ma anche sedano, carote e pomodori”.
 
Curare l’idratazione. E’ importante anche cosa e quanto si beve. Soprattutto quando si va a scuola, i bambini tendono a bere poco ma così soffrono di tosse quasi il doppio degli altri. A dimostrarlo è uno studio realizzato dall’Associazione Italiana per lo Studio della Tosse condotto su 400 ragazzi di età compresa fra 6 e 14 anni di una Scuola di Bologna. Lo studio ha innanzitutto confermato che i bambini italiani bevono poco: oltre il 60% dei partecipanti è risultato infatti disidratato. Anche la tosse è risultata essere un sintomo estremamente frequente interessando il 90% degli scolari fra i 6 e i 14 anni. Mettendo in relazione i dati, è emerso che i bambini che bevono poco vanno incontro ad episodi di tosse più frequenti e di maggior durata (il 90% bambini disidratati si ammala di tosse nel corso dell’anno rispetto al 52% dei “normo idratati”). Ma quanto devono bere i bambini? Dipende dall’età: dai 6 mesi ai 3 anni 600-900 ml/die; in età scolare fino a circa 1100 ml/die; in età adolescenziale 1500-2000 ml/die.
 
L’attività fisica. Anche muoversi con regolarità aiuta nella prevenzione. Numerosi studi hanno dimostrato che lo sport può migliorare o ridurre le difese immunitarie dell'organismo e, di conseguenza, diminuire o aumentare la probabilità di contrarre malattie da raffreddamento come influenza, raffreddore, tosse e mal di gola. Studi condotti sugli atleti e su persone che praticano attività fisica in modo regolare a livello amatoriale hanno evidenziato che l'allenamento moderato contribuisce a potenziare la capacità di contrastare i virus respiratori prima che possano attecchire e causare i tipici malanni stagionali. 
 
La terapia del riposo. Ma cosa fare se il virus ci attacca e cosa è meglio mangiare per facilitare la guarigione? “Una dieta leggera, a base di latte, fette biscottate, minestre di verdura o brodi vegetali, con pastina, riso o pane tostato, uno o due cucchiaini di parmigiano o grana, carni o pesci magri, spremute o centrifughe di frutta, liquidi come acqua, tisane e te deteinato” suggerisce Khazrai. Ma serve anche una pausa dalle attività quotidiane. “In caso di contagio – continua Pregliasco – non bisogna fare gli eroi, il riposo resta una arma fondamentale per aiutare l’organismo a sconfiggere i virus. Sono d’aiuto anche i farmaci di automedicazione che possono servire ad attenuare i sintomi senza azzerarli, consultando il medico se le cose non migliorano dopo 4-5 giorni. Mai fare ricorso agli antibiotici che si hanno in casa senza prima vedere il proprio dottore. Infatti, gli antibiotici non sono efficaci per curare l’influenza e deve essere il medico curante a valutarne la prescrizione nelle complicanze batteriche broncopolmonari, quando i sintomi non passano oppure se, dopo un’apparente guarigione, si manifesta un ritorno di febbre con tosse produttiva”.