Tumore alla prostata, l'esercizio fisico può fare la differenza

Lo sport può rendere 'più forte' l'organismo e aiutarlo ad affrontare le terapie. Lo sostiene un'indagine appena presentata all'Asco di Chicago.

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MOLTI STUDI hanno dimostrato i benefici dell’esercizio fisico per migliorare la qualità di vita dei malati di cancro. Una nuova indagine sta andando oltre, cercando di verificare se l’esercizio fisico abbia un effetto diretto sul tumore, con un’efficacia paragonabile a quella dei farmaci. Si tratta di pazienti con tumore alla prostata anche in fase avanzata. L'indagine, chiamata INTERVAL, è stata recentemente presentata all’ASCO, il congresso degli oncologi medici americani di Chicago. Lo studio è condotto da Fred Saad, urologo -oncologo e ricercatore all’Università  di Montereal Hospital Research Centre (CRCHUM) insieme a Robert Newton, professore all’Edith Cowan University Exercise Medicine Research Institute in Australia.    

La sedentarietà. "E' uno studio interessante. I pazienti con metastasi spesso diventano sedentari e si ritiene che questo incida sulla progressione del tumore - spiega il professor Giario Conti, segretario nazionale SIUrO, primario urologo all'Ospedale Sant’Anna di Como - . Un esercizio fisico mirato può essere un alleato efficace delle terapie contro il cancro.  I pazienti devono muoversi:  l'esercizio rinforza l’intero organismo, e lo mette in grado di affrontare meglio le terapie necessarie, sai dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Spesso sono le famiglie che ‘frenano’ il malato, proteggendolo in maniera eccessiva. E’ importante invece che chi soffre di un tumore conduca una vita per quanto possibile dinamica e ricca di stimoli”.

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Lo studio. In genere i pazienti con tumore alla prostata metastatico hanno un’aspettativa di vita che va dai due ai tre anni. I ricercatori di INTERVAL sperano di ridurre la mortalità almeno del 22%, il che significa circa sei mesi in più di sopravvivenza. Il beneficio equivalente di un nuovo farmaco, senza alcun effetto di tossicità. Lo studio è sostenuto da Movember Foundation. Il professor Newton per questa ricerca ha messo a punto uno speciale programma di allenamento con esercizi di aerobica e di resistenza per confrontare, nel corso di 24 mesi, i dati dei gruppi con allenamento intensivo con quelli di un altro gruppo più “sedentario”.  La speranza è anche che l’esercizio fisico rafforzi ossa e muscoli di malati di tumore metastatico.  Questi pazienti spesso hanno infatti diverse complicazioni, tra cui fratture e dolore.  Nello studio sono coinvolti molti ricercatori in Canada, Stati Uniti, Australia, Irlanda, Olanda e UK.