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Gli artigiani veneti sostengono Meloni, ma contro i rincari pretendono di più

Sondaggio di Confartigianato, a sei mesi dall’insediamento del nuovo Governo. Boschetto: «Valutazioni positive, ma rimaniamo vigili»

Laura Berlinghieri
3 minuti di lettura
(reuters)

Sostengono Giorgia Meloni, sì, ma contro i rincari che stanno mettendo in ginocchio tante imprese italiane pretenderebbero azioni più incisive. In estrema sintesi, è questa la fotografia fatta da Confartigianato, a partire dalle prime valutazioni dei piccoli imprenditori veneti, a sei mesi dall’insediamento del Governo di Fratelli d’Italia.

«Prosegue la luna di miele tra la piccola impresa veneta e il Governo Meloni» commenta Roberto Boschetto, presidente regionale di Confartigianato imprese. Questa, almeno, è la valutazione complessiva, declinata però nelle diverse battaglie intraprese e misure assunte.

Lo studio completo di Confartigianato

Di seguito, lo studio completo di Confartigianato. Per leggere le risposte a tutte le domande, scorrere la barra laterale.

L’apprezzamento per Giorgia Meloni

Perché, se è vero che il favore alla leader assume cifre quasi plebiscitarie (l’80.3% degli artigiani veneti esprime un gradimento molto positivo), l’apprezzamento assume contorni più sfumati quando si entra nel merito dei provvedimenti assunti. Soprattutto quelli presi per fronteggiare la bufera dei rincari che si è abbattuta sull’imprenditoria, parallela alla guerra in Ucraina.

In questo caso, le azioni messe in atto dal Governo contro i rincari di energia, carburante e materie prime riescono a tranquillizzare appena il 49.1% degli artigiani veneti, mentre gli altri pretenderebbero di più.

Roberto Boschetto, presidente veneto di Confartigianato

 

«Diciamo che la nostra categoria apprezza Meloni e si fida di lei. Ma, allo stesso tempo, rimane sempre vigile» commenta Boschetto, «I nostri imprenditori ripongono molta fiducia nel nuovo Governo. È indubbio che gli esecutivi precedenti hanno pensato più alle multinazionali, trascurando totalmente la classe media che paga le tasse e dà lavoro, mentre alcuni dei provvedimenti di questi primi sei mesi hanno dimostrato una cambio di passo: una maggiore attenzione al “made in Italy”, con il nuovo nome al Ministero dell’Economia, il progetto del liceo del made in Italy, il rilancio del federalismo, la “tregua” fiscale e la riforma fiscale».

Le misure prese dal Governo Meloni

È parlando di questi ultimi provvedimenti, infatti, che si misurano la fiducia e lo slancio degli artigiani veneti. Si misura nella valutazione delle intenzioni dell’Esecutivo riguardo al futuro del reddito di cittadinanza: il 45.5% ritiene andrebbe abolito e il 50.4% riformato, con un restringimento della platea dei beneficiari e una rimodulazione, al ribasso, degli assegni.

C’è sostegno poi al tema della riforma fiscale e della flat tax, cui guarda con favore il 62.4% dei piccoli artigiani. Il 48.2% è d’accordo con le scelte del Governo in materia di Superbonus, purché venga risolto il problema dei crediti incagliati. C’è poi sostegno all’Esecutivo anche di fronte alle grandi riforme prospettate dall’Unione Europea: case e mobilità green, su tutte.

Mentre gli artigiani veneti si spaccano riguardo a una delle misure che potrebbero essere messe in campo, per risolvere un’altra grande piaga che affligge l’imprenditoria, ora: la mancanza di manodopera. «Abbiamo bisogno di personale capace, anche straniero, purché formato e regolarizzato. Ma il nostro settore è differente da quello dell’agricoltura, che ogni anno attende il click day con trepidazione» dice Boschetto.

E infatti soltanto il 48.6% degli artigiani veneti sarebbe d’accordo ad aumentare i numeri previsti dal decreto flussi, per aiutare le imprese in crisi di lavoratori. Questa, la fotografia della situazione, con gli occhi dei piccoli imprenditori veneti.

«Vigileremo sull’attuazione di queste misure e non mancheremo di fare proposte per avere nuovi interventi incisivi in materia di caro materie prime, energia, carburanti e per agevolare le imprese nella loro attività» commenta Boschetto, riferendosi all’ambito nel quale la fiducia degli artigiani è più annacquata, «Proseguiremo inoltre nell’indicare soluzioni riguardo al tema dei crediti incagliati, proponendo un’evoluzione dei bonus che garantisca il proseguimento dell’efficientamento energetico del nostro patrimonio edilizio, con un occhio di riguardo, ad esempio, all’abbattimento delle barriere architettoniche».

In chiave regionale

Si diceva, gli artigiani veneti apprezzano la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma ancor di più il presidente di Regione Luca Zaia. Le percentuali bulgare che hanno visto prevalere Zaia anche all’ultima tornata elettorale si riflettono nei gradimenti raccolti da Confartigianato: il 38,3% valuta il suo operato in maniera molto positiva, il 49.9% in modo comunque positivo. Il risultato finale è un favore plebiscitario, pari all’88,2% di gradimento.

Il presidente della Regione, Luca Zaia 

 

Questo, nonostante una comprensibile diffidenza sulla realizzazione dell’autonomia differenziata. È un’occasione unica e si realizzerà? Lo pensa soltanto il 12,8% degli artigiani veneti, mentre la stragrande maggioranza di loro (55%) ritiene che saranno necessari degli anni, con il rischio che il progetto si blocchi di nuovo.

Altro tema, sempre in salsa locale, riguarda l’impressione sull’andamento dell’economia regionale. Molto diffusa la sensazione di una economia in ripresa, con otto artigiani su dieci che si dicono convinti che il Veneto sia in salute. Il 9,3% di loro, inoltre, crede che la situazione economica della regione sia destinata a godere di una forte ripresa nei prossimi mesi; secondo il 35.1% la ripresa ci sarà, ma sarà lieve; mentre il 35.9% pensa che la situazione rimarrà come ora.

Restringendo ulteriormente il raggio del proprio sguardo, il 74,2% dei piccoli imprenditori osserva in maniera positiva pure l’andamento della propria azienda. In particolare, il 24,1% degli artigiani ritiene che la situazione della propria ditta sia destinata a migliorare e secondo il 3,7% addirittura di molto; infine, secondo il 46,6% la condizione rimarrà positiva, come lo è ora.

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