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Covid e influenza in Veneto, aumentano i casi. La Regione: usate la mascherina

La giunta veneta aggiorna il Piano di Sanità Pubblica alla luce dell’evoluzione della pandemia, raccomanda le mascherine e programma screening in ospedali e rsa. L’assessore Lanzarin: «Lavoriamo per la prevenzione»

Aggiornato alle 1 minuto di lettura
(ansa)

La giunta veneta aggiorna il Piano di Sanità Pubblica rivedendo le strategie di gestione e controllo della Pandemia Covid-19.

La premessa:  “L’attuale scenario epidemiologico è caratterizzato da un aumento dei casi di Sars-Cov-2, con l’occupazione dei posti letto che mostra un leggero aumento, senza peraltro evidenziare allo stato attuale particolari criticità. In questo momento si sta anche registrando un rapido aumento dei virus respiratori influenzali”. 

Si tratta di una fase epidemiologica in evoluzione, che richiede un attento monitoraggio anche per anticipare la comparsa o circolazione di possibili varianti più pericolose. “E’ quindi importante e raccomandato”, scrivono i tecnici della Prevenzione regionale, “utilizzare la mascherina nelle occasioni di assembramento e nei luoghi chiusi per proteggersi dai virus circolanti”.

«Come negli scorsi due anni», fa notare l’assessore Manuela Lanzarin, «per essere sempre al passo con l’evoluzione della situazione,  aggiorniamo la nostra pianificazione, rendendola rispondente al massimo possibile alla situazione contingente. Si tratta di un lavoro soprattutto di prevenzione, attuato attraverso comportamenti coscienziosi, consigliati alla gente comune, e un’organizzazione di screening in ospedali e case di riposo».

Per le strutture ospedaliere è previsto il rafforzamento dello screening e sorveglianza degli operatori sanitari: almeno un test ogni 10 giorni per gli operatori che svolgono attività nei contesti a maggior rischio; raccomandato un test ogni 5 giorni per gli operatori che svolgono assistenza diretta al paziente nei reparti nei quali è stata riscontrata positività nel personale negli ultimi 10 giorni; almeno un test ogni 20 giorni per gli operatori che svolgono attività di assistenza diretta in reparti o servizi non Covid 19.

Per le strutture residenziali per anziani è previsto un test ogni 10 giorni per gli operatori che svolgono assistenza diretta agli ospiti; un testo ogni 10 giorni viene eseguito anche per gli ospiti.

E’ inoltre prevista un’ulteriore attenzione alla sfera affettiva da parte delle strutture, con la possibilità di coinvolgere i famigliari nelle attività di supporto all’ospite e di garantire, in vista delle feste, l’uscita temporanea per i rientri in famiglia. Al rientro dell’ospite, verranno eseguiti due test antigenici, di cui uno al rientro e uno dopo 2-4 giorni.

Il nuovo Piano, infine, mantiene anche per la stagione in corso una sorveglianza epidemiologica specifica in alcune scuole, in collaborazione con la Scuola di Igiene dell’Università di Padova, per monitorare questo contesto con particolare attenzione.

Il piano

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