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Ischemia cerebrale mentre è a casa, il sorriso di Mehdy si spegne a 8 anni

Il bimbo, di origini macedoni, viveva con la famiglia a Spinea. E’ spirato a meno di 48 ore dal malore. Psicologi in aula per i compagni, colletta per il rimpatrio

Massimo Tonizzo
Aggiornato alle 1 minuto di lettura
L’ingresso della scuola primaria Nievo di Spinea, frequentata dal bambino (foto Pòrcile) 

Un malore improvviso, una corsa inutile verso l’ospedale, poi due giorni di poche speranze prima della tragica notizia della scomparsa a soli otto anni. Spinea intera piange per il piccolo Mehdi Jusufovski, il bambino scomparso improvvisamente martedì mattina all’ospedale di Vicenza.

Mehdi si era sentito male, senza che vi fosse nessun preavviso, in casa domenica pomeriggio ed era stato portato con urgenza all’ospedale di Dolo.

Qui, una diagnosi che purtroppo già lasciava poche speranze. Ischemia celebrale e il trasferimento con urgenza alla terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Vicenza.

I tentativi di cura dei medici, però, si sono rivelati inutili e nella mattina di martedì il cuore del piccolo Mehdi ha cessato di battere. La notizia è presto arrivata in città e ai compagni della scuola primaria Nievo, dove il bambino di origine macedone frequentava la classe terza. Ieri la psicologa del plesso scolastico ha parlato con i compagni di classe, molto provati dalla notizia. Resterà a disposizione per chi ne avesse necessità nell’intera piccola scuola del centro di Spinea. «Era un bambino bellissimo e dolcissimo», lo ricorda una mamma, «Sempre sorridente e molto vivace. Non lo ho mai visto all’uscita della scuola stare fermo un attimo. Sempre di corsa, sempre a chiacchierare con tutti i suoi amici, mai un atteggiamento di rabbia o di tristezza. Emanava una grande gioia e voglia di vivere». «Mehdi era un buono e si faceva voler bene da tutti senza alcuna eccezione», aggiunge un altro genitori. La famiglia, che ha anche una figlia maggiore, si è stretta in silenzio nel proprio dolore.

A quanto riferiscono alcuni genitori della stessa classe, i familiari sarebbero intenzionati a riportare il figlio in Patria in Macedonia per potergli dare l’ultimo saluto nel paese di nascita della famiglia.

Dalla scuola Nievo proprio per questo da parte degli amici è già partita l’idea di una raccolta fondi per aiutarli. «Sappiamo delle loro intenzioni», spiegano, «E abbiamo deciso di aiutarli in tutte le maniere possibili perché loro avrebbero fatto lo stesso con noi. Per rimpatriare la salma le spese sono alte, e noi vogliamo contribuire per quanto possiamo»

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