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Soldi in più per gli infermieri che lavorano al Pronto soccorso in Veneto

Firmato tra sindacati e Regione l’accordo sulla indennità che riguarda oltre tremila addetti: si parte con 80 euro mensili in più

Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Nelle scorse ore è stato sottoscritto l’accordo tra sindacti e Regione Veneto per il riparto ed i criteri di assegnazione delle indennità di pronto soccorso previste dalla legge di bilancio 2022. Dopo due incontri ravvicinati, tutte le organizzazioni sindacali del comparto – spiega una noyta del Nursind – hanno sottoscritto l’accordo con la Regione Veneto, al fine di dare una prima risposta concreta ai lavoratori dei pronti soccorsi regionali.

“Primi in Italia ad assegnare tali risorse, derivanti dal contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto a livello nazionale il 2 novembre 2022, che ha visto per la prima volta la firma del sindacato infermieristico Nursind”.

L’accordo prevede l’incentivo di 80 euro mensili a titolo di acconto per 12 mensilità ed un successivo saldo fino alla quota annuale di circa 1.300 euro per ciascun lavoratore afferente ai servizi di pronto soccorso, a questa indennità va aggiunta poi la quota di presenza giornaliera pari a 5 euro per giornata lavorativa prevista dal CCNL appena sottoscritto.

I lavoratori coinvolti da questo accordo sono 3182 per un importo complessivo di 4.350.000 euro. Gli arretrati verranno liquidati nel mese di gennaio 2023 con riconoscimento dal primo gennaio 2022.

Il riconoscimento alla «prima linea infermieristica

Dice il segretario regionale Egidio Busatto: “Riteniamo questo accordo un primo passo importante per il riconoscimento della prima linea del servizio sanitario regionale, la sinergia con le strutture della programmazione regionale, hanno permesso inoltre, una rapidissima liquidazione ai lavoratori nel segno di una sensibilità concreta e vicinanza a chi quotidianamente svolge un ruolo fondamentale nei luoghi di cura”.

Indiscrezioni recenti fanno inoltre ben sperare che tra le pieghe della legge di bilancio 2023 vi possano essere ulteriori riconoscimenti a questi lavoratori. In ultima analisi si è concordato con i vertici regionali che le soluzioni economiche per i lavoratori della sanità non possono essere l’unica via d’uscita ma è necessario prendere in mano la situazione, per migliorare le condizioni lavorative e di organizzazione.

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