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Mose, la commissaria Spitz: completamento opere entro il 2025

Brugnaro: il sistema funziona, tanto che ce lo vuole copiare anche Manhattan. Ma ora rifinanziare la legge speciale per Venezia per almeno 150 milioni

Aggiornato alle 1 minuto di lettura

La riunione sul Mose a Venezia 

 (ansa)

«Nel 2023 saranno concluse le opere alle bocche di porto, che sono strettamente necessarie per il funzionamento delle barriere. Tra 2023 e 2025, invece, è previsto il completamento di tutte le opere, che prevedono il Piano Europa, oltre agli interventi nei comuni di Treporti e Chioggia». Lo ha detto stamani il commissario straordinario del Mose, Elisabetta Spitz, a margine di un incontro istituzionale a Venezia sull'avanzamento dei lavori per il completamento del sistema di barriere mobili del Mose a protezione della città lagunare.

«Abbiamo dimostrato che il Mose funziona. Lo abbiamo presentato a tanti ambasciatori internazionali e non a caso la stessa città di New York sta valutando di creare un sistema di protezione simile per Manhattan». Lo ha detto stamani il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Il primo cittadino lagunare ha anche sottolineato l'importanza di rifinanziare la Legge speciale, «per almeno 150 milioni di euro. - ha detto - Noi nel 2024 avremo finito i soldi per la manutenzione di Venezia. Solo ieri abbiamo speso 200mila euro per sistemare il ponte di Calatrava».

«Il Mose funziona, protegge Venezia dall'acqua alta e dai problemi che mettono a rischio questo straordinario luogo. Abbiamo sfatato una serie di ipotesi pessimistiche, con l'aiuto di esperti internazionali, e definito meglio il piano delle manutenzioni che assicureranno il funzionamento dell'infrastrutture negli anni a venire». Lo ha detto stamani il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, presente all’incontro istituzionale a Venezia nel quale si è fatto il punto della situazione su quanto fatto dal Governo Draghi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna.

Giovannini ha sottolineato che il prossimo Governo «avrà una serie di punti fermi dai quali ripartire. In venti mesi, - ha aggiunto - abbiamo superato la crisi del Consorzio Venezia Nuova, e reperito i 538 milioni di euro per completare l'opera. Allo stesso tempo abbiamo creato un comitato tecnico che vede la partecipazione di tutte le componenti del territorio, comprese le associazioni ci categoria». Il ministro ha posto l'accento anche sull'installazione dei sistemi di sicurezza, definiti con Questura, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, «che permetteranno di sventare eventuali attacchi cibernetici». «In questo tempo, - ha concluso - abbiamo affrontato le criticità per consegnare una serie di procedure, realizzazioni e organizzazioni che possano consentire il funzionamento del Mose».

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