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Nasce Eataly Verona, ecco com’è il nuovo mercato delle eccellenze italiane unico in Veneto

Apre al pubblico mercoledì 5 ottobre. Farinetti: “Questa era la regione più povera d’Italia 70 anni fa, ora è la più ricca anche grazie ai veneti che si sono fatti in quattro”

Enrico Ferro
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Il cuore della ghiacciaia dei vecchi magazzini generali di Verona ricomincia a battere con la forza di un marchio che parla al mondo. Apre Eataly Verona e il Veneto si scopre, ancora una volta, crocevia degli interessi economici italiani e mondiali. “Questa era la regione più povera d’Italia 70 anni fa, ora è la più ricca anche grazie ai veneti che si sono fatti in quattro”, dice soddisfatto Oscar Farinetti, volto e anima di Eataly.

Accanto a lui ci sono il sindaco di Verona Damiano Tommasi e il ministro alla Cultura Dario Franceschini. “Il sindaco nuovo e il ministro vecchio”, scherza Farinetti, che passa il testimone al figlio Nicola, amministratore delegato e a breve anche presidente del gruppo. Ecco Eataly Verona, quindi. Aprirà domani, mercoledì 5 ottobre alle 11: ben 11.200 metri quadrati di estensione, di cui 5 mila dedicati a spazi espositivi in cui anche l’arte potrà trovare una casa.

A pochi passi dalla Fiera di Verona e dal lago di Garda, Eataly declina il suo motto “mangiare, comprare, imparare” riunendo sotto un tetto storico per la città questo nuovo spazio commerciale, il quarantacinquesimo nel mondo. L’edificio industriale, progettato dall’ingegner Pio Beccherie, fu inaugurato nel 1930 e poi restaurato dall’architetto Mario Botta su commissione di Fondazione Cariverona. Al piano terra si sviluppa il mercato, di circa 2.500 metri quadrati, con una proposta di oltre 10.500 prodotti, di cui 1000 strettamente legati al territorio di Verona.

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Ci sono i salumi della Lessinia, la sopressa vicentina, i tortellini di Valeggio sul Mincio, gli oli del Garda. E poi 2 mila etichette di vini, di cui oltre 400 raccontano il territorio. Il mercato Eataly comprende la caffetteria Illy ed è intervallato nei suoi otto corridoi disposti a raggiera da tre corsie dedicate ai percorsi del progetto Art Market. Nel cuore dell’edificio, sotto la maestosa cupola, si trova il ristorante “Agricolo – Cucina delle Stagioni”, dedicato alla cucina del territorio, che può accogliere fino a 320 coperti. Sarde in saor, gnocchi di patate al ragù d’anatra, lasagna radicchio e taleggio sono solo alcuni dei piatti che si possono assaporare in questo spazio comune per gli agricoltori di Verona e del Veneto.

“Circa una decina di anni fa Franceschini mi disse: Oscar, tu devi fare Art Eataly”, racconta Farinetti. “Il progetto Eataly Verona nasce proprio da quella chiacchierata. Per questo ci tenevo così tanto che oggi lui ci fosse”. Dario Franceschini annuisce: “La cultura è tante cose nel nostro Paese, non solo l’arte. Valorizzare il cibo come parte della bellezza italiana è assolutamente fare cultura”. Soddisfatto anche il neosindaco Damiano Tommasi: “Ereditiamo come amministrazione questo progetto. Le amministrazioni precedenti avevano dato il via (fu Flavio Tosi ad avviare tutto, ndr). A noi spetta il compito di raccogliere l’eredità e far viaggiare questa esperienza. Colpisce l’idea di mescolare cibo e arte. Abbiamo bisogno di spazi di incontro che generino energia positiva”.

Presente anche il sovrintendente Vincenzo Tiné: “La ghiacciaia dei magazzini generali è un luogo dove la cultura si vive, si respira e si mangia”.

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