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Test antigenici Covid in Veneto, l’Azienda: «Studio Crisanti condivisibile, perché cambiato rispetto al 2021»

L’Azienda Ospedaliera di Padova: «Il nuovo studio non ha evidenziato alcuna correlazione diretta fra test diagnostici antigenici ed il presunto aumento della mortalità»

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Lorenzo Pòrcile 

In seguito alla polemica egli ultimi giorni riguardo la pubblicazione di studi sull’impatto dei test antigenici/molecolari per l’identificazione del virus SARS-CoV-2, l’Azienda Ospedale-Università di Padova puntualizza alcuni aspetti oggetto di pubblicazione da parte dei media.

Ecco la nota: «Si ricorda che nel corso del marzo 2021 c’è stato un primo annuncio di un’imminente pubblicazione di uno studio sulla validità dei test antigenici. Studio in seguito mai arrivato a pubblicazione. Ora viene annunciato dal Prof. Crisanti che verrà pubblicato un altro studio, che parte dagli stessi dati del precedente».

«Da un’attenta lettura della bozza di quest’ultimo lavoro e da un confronto con il testo reso disponibile nel 2021, risultano alcuni aspetti sostanziali non sovrapponibili fra i due studi. Si è ritenuto di analizzare e mettere a confronto i due testi, rilevando sinteticamente i seguenti punti. È stato modificato il titolo dello studio, rispetto al precedente. Sono cambiati alcuni degli autori, con l’introduzione di nuovi esperti.  È cambiata la metodologia di analisi del dato (dopo il contributo di revisione, riferito dallo stesso Prof. Crisanti, da parte dell’Imperial College)»
«Ma anche vi è una netta implementazione delle analisi statistiche. Resta il concetto sul valore dei test molecolari (cosa peraltro ben nota a qualsiasi professionista del settore sanitario, avendo anche posto gli stessi test molecolari come parte integrante nelle procedure diagnostiche ospedaliere)». 

«Resta evidenziato dallo studio il valore dei test antigenici, specie per esigenze di sanità pubblica, secondo quanto indicato dall’OMS e riportato da una molteplicità di lavori scientifici, per una diagnosi tempestiva che ha la capacità di interrompere la trasmissione virale».

«Ricordiamo che la capacità di esame di test molecolari nella Regione Veneto può raggiungere al massimo i 20 mila test al giorno, a fronte di oltre 100 mila test antigenici effettuati quotidianamente nei periodi di picco della pandemia, che hanno permesso (anche per la loro tempestività) l’identificazione di numerose positività, interrompendo la catena del contagio».
«Sparisce del tutto nel nuovo studio la correlazione tra l’utilizzo di test antigenici rapidi e la mortalità in Veneto, con particolare riferimento alle case di riposo. In definitiva si tratta di un elaborato diverso dal precedente - che ripetiamo mai essere stato pubblicato - nei toni e nelle deduzioni».
«In conclusione non si può non ribadire nuovamente come il nuovo studio, frutto di un lavoro scientifico maggiormente approfondito e condiviso anche con i ricercatori inglesi, non abbia evidenziato alcuna correlazione diretta fra test diagnostici antigenici ed il presunto aumento della mortalità».
 

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