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Scritta contro Bitonci con la stella a 5 punte

Apparsa a Cittadella, dove vive il deputato leghista: «Non mi intimoriscono. Ma questa è una minaccia per la democrazia»

c.mal.
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Una stella a cinque punte rossa e la scritta “No Bitonci”. Siamo su un muro di Borgo Treviso, a Cittadella, il luogo in cui abita in deputato leghista, ex sindaco di Padova, che è candidato per la Lega nel collegio uninominale dell’Alta Padovana. Minacce che arrivano dopo quelle terribili rivolte alla leader di Fratelli d’Italia a Mestre («Meloni come Moro», sempre con la stella a cinque punte) e dopo che il cartellone elettorale della stessa Meloni a Padova è stato staccato e riattaccato a testa in giù, con un chiaro riferimento a piazzale Loreto.

È l’agitazione della campagna elettorale che mette in movimento gruppi di contestatori. Certo i servizi informativi delle forze dell’ordine tendono a escludere che si tratti realmente di gruppi eversivi, men che meno le Brigate Rosse che hanno metodi diversi per inviare le loro minacce e rivendicazioni. Ma sono gesti individuali che possono portare più che altro a emulazione. Di certo la Digos, insieme ai carabinieri, hanno avviato le indagini per arrivare a individuare l’anonima mano con lo spray rosso.

Dal canto suo Massimo Bitonci ha ribadito di non avere paura, raccogliendo una solidarietà trasversale da tutto il mondo politico. «Chi scrive su di un muro firmando con una stella a cinque punte non fa un bel servizio alla democrazia – commenta – Non oso pensare se fosse apparsa, a parti invertite, una scritta in verde o in nero contro un candidato di sinistra. Probabilmente sarebbe stato dato altro risalto. Comunque sono rappresentazioni che non mi preoccupano minimamente, se questa era la loro intenzione».

Non è la prima volta che Bitonci riceve minacce: «Ricordo bene il bossolo di pallottola intimidatorio ricevuto da sindaco di Padova – racconta – Anche in quel caso molto più grave, non ho chiesto alcun provvedimento di protezione personale».

Di certo le forze dell’ordine, anche dopo la circolare inviata dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, aumenteranno la vigilanza sugli ultimi eventi della campagna elettorale, a partire dai comizi e dalle feste dei diversi partiti. 

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