Vaiolo delle scimmie, quattrocento dosi di vaccino in Veneto

Immagazzinate centralmente nella Farmacia Ospedaliera dell’Ospedale dell’Angelo di Venezia Mestre, saranno poi distribuite ai punti di somministrazione. Priorità agli operatori sanitari a rischio (personale di laboratorio impiegato nella manipolazione del virus, personale impegnato nell’esecuzione di test diagnostici per il vaiolo delle scimmie). Per ora non è prevista la vaccinazione di massa

VENEZIA. «Sono in arrivo in Veneto, attese nel pomeriggio di oggi venerdì 5 agosto, le prime dosi di vaccino anti-vaiolo (Jynneos), il cosidetto vaiolo delle scimmie. A seguito dell’arrivo in Italia della prima quota di donazione del vaccino anti-vaiolo da parte della Commissione Europea, la Regione ha tempestivamente organizzato il ritiro e il trasporto delle dosi assegnate al Veneto: in questa prima fase si tratta di 400 dosi. Seguirà una seconda distribuzione, verosimilmente nella seconda metà di agosto, con criteri di ripartizione in corso di definizione a livello nazionale».

Ne dà notizia l’assessore alla Sanità della Regione.

 LA SOMMINISTRAZIONE

Per semplificare la distribuzione e la gestione dei vaccini, sulla base della positiva esperienza maturata nella campagna anti-COVID19, le prime 400 dosi di vaccino saranno immagazzinate centralmente nella Farmacia Ospedaliera dell’Ospedale dell’Angelo di Venezia Mestre, Azienda Usl n. Serenissima, per la successiva distribuzione ai punti di somministrazione.

In accordo con le prime raccomandazioni diramate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e trasmesse del Ministero della Salute, la profilassi vaccinale è attualmente indicata per gli operatori sanitari a rischio (personale di laboratorio impiegato nella manipolazione del virus, personale impegnato nell’esecuzione di test diagnostici per il vaiolo delle scimmie).

«La vaccinazione per la popolazione per il vaiolo delle scimmie»,  precisa la Direzione Prevenzione, direttamente impegnata nella pianificazione dell’offerta vaccinale, «allo stato attuale non è richiesta né indicata. Tuttavia, oltre agli operatori sanitari, sono in fase di definizione, con il contributo ed il coordinamento tecnico dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Usl e dei reparti di Malattie Infettive delle Aziende Ospedaliere i criteri per individuare i soggetti a rischio ai quali offrire la profilassi vaccinale, nell’attesa delle indicazioni del Ministero della Salute».

I CASI ACCERTATI

Al momento i casi accertati dalla Direzione Prevenzione in Veneta sono complessivamente 42, così suddivisi: un caso all’Ulss 1 Dolomiti; sei casi all’Ulss 2 Marca Trevigiana; sei casi all’Ulss 3 Serenissima; zero casi all’Ulss 4 Veneto Orientale; 2 casi all’Ulss 5 Polesana; diciassette casi all’Ulss 6 Euganea; un caso all’Ulss 7 Pedemontana; quattro casi all’Ulss 8 Berica; cinque casi all’Ulss 9 Scaligera.

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