Tragedia Marmolada, nessuna notizia sui dispersi. Sul posto il Ris di Parma

Il ghiacciaio della Marmolada prima (foto a sinistra scattata il 25 giugno) e dopo il distacco (foto a destra). Entrambe le immagini sono del Soccorso  Alpino

L’incarico affidato al Ris dal procuratore di Trento Sandro Raimondi e che rappresenta un primo tassello per avere un bilancio definitivo sulla tragedia della Marmolada. Sono operativi e per ora non hanno registrato movimenti i tre radar installati al Rifugio Marmolada dal Dipartimento Protezione civile. 

BELLUNO.  I Ris di Parma sono arrivati a Canazei per acquisire "i prelievi" di quanto recuperato sulla Marmolada per compararli con il Dna delle persone scomparse.

Una finalità esclusivamente "identificativa" per un'analisi "che ha priorità assoluta: i tempi saranno contenuti in alcuni giorni, salvo imprevisti" le parole del colonnello Giampietro Lago, al comando dei Ris di Parma, in un'intervista all'Adnkronos.

"C'è una doppia acquisizione da fare: quella dei campioni biologici dai resti recuperati sulla Marmolada, quindi l'acquisizione dei campioni da un oggetto appartenuto al disperso come uno spazzolino da denti oppure prelevato da un familiare diretto, ossia un genitore o un figlio. Una volta raccolti questi duplici campioni verranno analizzati a Parma", spiega il colonnello Lago che cercherà di trovare una 'corrispondenza' genetica tra i resti senza nome e un oggetto che rimanda necessariamente a un disperso. Nel caso di 'match' si avrebbe la prova scientifica del decesso.

Un incarico affidato al Ris dal procuratore di Trento Sandro Raimondi e che rappresenta un primo tassello per avere un bilancio definitivo sulla tragedia della Marmolada.

Sono operativi e per ora non hanno registrato movimenti i tre radar installati al Rifugio Marmolada dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento con la supervisione del geologo Nicola Casagli. La strumentazione - riferisce la Provincia autonoma di Trento - permetterà di capire cosa sta succedendo e di fornire una maggiore sicurezza agli operatori che stanno portando avanti le operazioni di recupero.

Si tratta di 3 radar - nello specifico un radar doppler e due radar interferometri - che danno la possibilità di misurare a distanza, in condizioni di assoluta sicurezza e con un'alta precisione tutti i movimenti della parte alta del ghiacciaio e delle rocce circostanti. "I due radar interferometri - spiega il geologo che guida il gruppo di lavoro, Nicola Casagli - sono operativi già da ieri sera, hanno rilevato dati tutta la notte e non hanno registrato movimenti. Il radar doppler è operativo invece da questa mattina e ha la capacità, a differenza del radar interferometro, di vedere i movimenti rapidi e improvvisi che non hanno precursori. Per questo motivo abbiamo deciso di installare entrambe le tecnologie".

I DISPERSI

Otto delle 13 persone che si temevano disperse sono state rintracciate dalla compagnia dei carabinieri di Cavalese, in collaborazione con le autorità della Provincia autonoma di Trento e della Regione Veneto.

Sono 5 il numero delle persone – tutti veneti – di cui non si hanno notizie dal pomeriggio del 3 luglio, quando è avvenuto il crollo del ghiacciaio della Marmolada.

 E sonoDavide Miotti di Cittadella, Erica Campagnaro di Cittadella, Gianmarco Gallina di Montebelluna, Emanuela Piran di Bassano, Nicolò Zavatta di Vicenza.

Nel frattempo, continua l’azione di riconoscimento delle sette vittime del crollo del 3 luglio scorso, accanto alle operazioni di monitoraggio e recupero. Due sono di nazionalità ceca.

Al pomeriggio del 5 luglio la situazione è questa: i familiari hanno riconosciuto l’ultimo degli 8 feriti coinvolti nel crollo del ghiacciaio della Marmolada che non era stato ancora identificato.

Il numero dei ricoverati scende peraltro a 7: in giornata è infatti avvenuta una dimissione. Sono state inoltre riconosciute ufficialmente 4 vittime, tutte di nazionalità italiana, mentre altri due corpi sono in fase di riconoscimento (in attività di conferma dalle autorità consolari).

Infine, attraverso verifiche complesse, sono stati individuati i proprietari e gli utilizzatori delle auto parcheggiate all’imbocco dei sentieri che portano al ghiacciaio. Tutti risultano negli elenchi in possesso delle forze dell’ordine.

MARMOLADA INTERDETTA

Tutti i punti di accesso alla montagna sono chiusi per motivi di sicurezza. È dunque interdetto anche l’accesso all’area compresa tra Punta Serauta e la Forcella Marmolada, cui sia accede dalla Val Contrin, secondo quanto previsto dalle ordinanze dei tre Comuni di Canazei, San Giovanni di Fassa e Rocca Pietore (Belluno).

Sul posto sono stati installati cartelli di divieto di accesso e transito. È stato inoltre disposto il presidio di Passo Fedaia da parte di Polizia locale e Corpo forestale del Trentino.

Lo ha comunicato il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, al termine della riunione di coordinamento interforze, che si è tenuto la mattina del 5 luglio nel centro operativo comunale.

Il presidente del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, Maurizio Dellantonio, conferma la prosecuzione delle operazioni di ricerca, che si svolgono per ora esclusivamente attraverso l’impiego di droni. La priorità è di garantire l’incolumità degli operatori sul campo.

Le condizioni della parte superiore della montagna vengono monitorate dal personale della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, anche attraverso l’impiego di interferometri e radar doppler, ossia speciali apparecchiature di monitoraggio che misurano i movimenti della parete ghiacciata

Nella mattinata del 5 luglio erano riprese le ricerche dei dispersi travolti dalla valanga di ghiaccio e rocce che domenica si è staccata dalla Marmolada.

Durante il sorvolo dei droni sono stati avvistati alcuni indumenti, ma secondo i soccorritori sono ormai flebilissime le possibilità di trovare qualche disperso ancora in vita. Gli uomini del soccorso alpino sono alle prese con le operazioni, ma non mancano ulteriori problemi. Ci sono alcune persone, definiti “curiosi” che stanno cercando di salire sui sentieri nonostante il divieto, con l’obiettivo di vedere il luogo della tragedia.

Sono dunque scesi a 5 i dispersi dopo il crollo del seracco sommitale in Marmolada.  Ieri il numero era 13: tra i cinque individuati anche il ragazzo trentino di 30 anni di Fornace ricoverato in prognosi riservata a Treviso, ma che non sarebbe in pericolo di vita.

Tragedia Marmolada: così ci si affida ai droni per trovare i resti degli escursionsiti sepolti

Tragedia Marmolada: così ci si affida ai droni per trovare i resti degli escursionsiti sepolti

Piano piano, infatti, stanno ricomparendo persone che erano state date per disperse, come ad esempio due alpinisti francesi che sono stati sfiorati dalla frana di ghiaccio e hanno raccontato che, in quel drammatico momento, sulla via normale c'erano almeno 12 persone.

Un numero che, calcolando i decessi ufficiali con i nomi delle persone che sono state cercate dai parenti, viene considerato realistico. Gli inquirenti hanno ascoltato anche oggi, come nei giorni scorsi, diversi testimoni proprio per cercare di capire quante persone si trovassero sul ghiacciaio al momento del crollo del seracco. Tra le persone che si sono fatte vive anche due turisti cechi.

Gli elicotteri del Soccorso alpino portano i droni in quota quindi si procede dall'alto alla ricerca di eventuali altri corpi rimasti incastrati tra i massi.

Solo se viene individuato qualcosa un soccorritore viene imbragato e si procede al recupero. Da ieri è stato stabilito che procedere diversamente mette a rischio la vita dei soccorritori esposti al crollo della 'pancia del finanziere', il soprannome del serrato sotto Punta Rocca, a quota 3200 metri, in bilico 700 metri sopra di loro.

SUMMIT IN  PROCURA 

Si svolgerà domani, 6 luglio, in Procura a Trento una “riunione operativa” sulle indagini relative al crollo di un pezzo della Marmolada. Sarà un primo punto delle indagini avviate con l’ipotesi di reato di “disastro colposo”, al momento a carico di ignoti.

COM’ERA E COM’E’

Le foto del Soccorso Alpino mostrano chiaramente l’entità del distacco. La Cima della Marmolata ha cambiato aspetto, forse per sempre.

MATTARELLA: MARMOLADA SIMBOLO DELL’EMERGENZA CLIMATICA NON GOVERNATA

Sulla tragedia è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «E’ un evento simbolico delle tante tragedie che il mutamento climatico non governato sta comportando in tante parti del mondo»

I mutamenti climatici, ha proseguito, «sono fenomeni che nessun paese puo' affrontare da solo. Sul clima serve una piena collaborazione di tutti, senza la quale il fenomeno non puo' essere governato».

Crollo Marmolada, il punto del distacco ripreso dall'elicottero

Crollo Marmolada, il punto del distacco ripreso dall'elicottero

L'ipotesi che a circa 40 ore dal crollo ci possano essere ancora sopravvissuti viene ritenuta "pari a zero", ma nessuno classifica i dispersi in un altro modo. Il bilancio resta così di 7 morti e 8 feriti ricoverati negli ospedali di Trento, Feltre, Belluno e Treviso. Vittime che sono state travolte da una massa alta trenta metri, un palazzo di ghiaccio, che ha presto raggiunto una velocità di 300 chilometri e che non gli ha lasciato scampo.

Oltre al Soccorso alpino Cnsas opera una squadra del Soccorso alpino della Guardia di Finanza (Sagf). Secondo quanto riferito, il monitoraggio prosegue negli stessi punti esaminati ieri dal volo dei droni in superficie; in caso di reperti si interverrà per i rilievi fotografici ed eventualmente poi per un veloce prelievo.

L'enorme cratere rimasto dopo la valanga visto dai piedi della Marmolada

L'enorme cratere rimasto dopo la valanga visto dai piedi della Marmolada

Da domani o al massimo dopodomani il Soccorso alpino tenterà l'ispezione del ghiacciaio della Marmolada "vista-udito" con specialisti delle ricerche e con unità cinofile. Lo ha riferito il presidente del Corpo nazionale del soccorso alpino, Maurizio Dell'Antonio. "La cosa che vorrei fare - ha precisato Dell'Antonio - guardando bene il tempo ma anche le temperature dei prossimi giorni, è un intervento congiunto con tutte le forze che abbiamo in campo: fare dal limite del ghiacciaio in giù un intervento anche con con l'utilizzo dei cani, per vedere se se riusciamo a trovare qualcosa che con i droni è impossibile scovare".

Secondo Dell'Antonio in zona dovranno agire "al massimo quindici persone, divise in due; una farà un ramo della valanga e una farà l'altro, con il Col del Bois in mezzo, e metteremo una serie di vedette.

Ci saranno tutte le vie di fuga se ci fosse necessario per qualche piccolo crollo, con il massimo attenzionamento. Insomma tutti saranno ben informati di quello che devono fare e prendiamo le persone migliori. Ovviamente dovrò confrontarmi anche con il Capo della Protezione civile e con gli altri a capo delle Forze Armate forze di polizia presenti", ha concluso.

L'intera area dove domenica scorsa si e' verificato il crollo della parte sommitale del ghiacciaio della Marmolada e' stata chiusa per motivi di sicurezza.

"Rimane ancora il rischio di distacco della parte di seracco rimasta ancora pericolante sulla montagna. Tutte le attività che facciamo tengono in considerazione questo aspetto. Non è così banale: uno può pensare che dopo tre giorni, visto che non è caduto, possa rimanere lì, ma non è per niente così. La parte rimanente è stata più volte visionata dagli esperti nivologici e glaciologici della Provincia che sono molto preoccupati per le fratture che si sono create a monte della parte che è rimasta. Per cui noi abbiamo il dovere di garantire la sicurezza di tutti".

Lo ha detto il capo del Soccorso alpino nazionale Maurizio Dellantonio, a margine della riunione di coordinamento sui soccorsi a Canazei.

"Abbiamo già fatto un calcolo per un nuovo distacco: cioè quanti secondi ci metterebbe ad arrivare in una zona che noi riteniamo primaria e le cifre sono basse. Si parla di un paio di decine di secondi nella zona più alta. Questo ci impone di attenzionare con molta cura questa problematica", ha aggiunto il numero uno del Soccorso alpino.

Tragedia in Marmolada, in volo sul cratere provocato dalla frana di ghiaccio

Tragedia in Marmolada, in volo sul cratere provocato dalla frana di ghiaccio

ESCURSIONISTI SULLA MARMOLADA: «E’ PERICOLOSO»

Alcuni escursionisti tuttavia continuano a salire sulla Marmolada, nonostante l'intera montagna sia chiusa dopo l'ordinanza del Comune di due giorni. Sono gite "molto pericolose", viene ribadito dalle autorità, per possibili nuovi crolli.

Tra gli altri ci sono dei "curiosi" che vogliono vedere coi loro occhi la montagna dove hanno perso la vita, travolti da una valanga di ghiaccio, sette persone. Ma anche persone che vogliono comunque percorrere i sentieri nonostante il divieto tassativo, come ribadito oggi in un comunicato dalla autorita' che sottolineano gli enormi rischi a cui vanno incontro.

RITROVATI DEGLI INDUMENTI

Alcuni indumenti, non si sa se riconducibili alle vittime del disastro della Marmolada o a reperti precedenti, sono stati individuati stamani nel corso delle ispezioni con droni in corso nella zona del disastro.

Lo ha riferito ai giornalisti Fausto Zambelli, assistente di volo del nucleo elicotteri della Provincia di Trento. Zambelli ha riferito inoltre che "si vedrà ora se e come recuperare questi reperti, e se questo significhi che vi sono delle vittime o se appartengono a escursioni storiche precedenti".

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Estate del Gusto, Ischia: dove mangiare e bere nell'isola delle meraviglie

Focaccia con filetti di tonno, cipolla rossa e olive

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi