Jesolo, contrabbando di alcolici e sigarette: ecco i nomi degli arrestati

Tra le figure di spicco del gruppo un 61enne di Ceggia e una coppia di conviventi di San Stino, tutti e tre prestanome

JESOLO. Tre arresti tra Jesolo e San Stino di Livenza, due uomini e una donna. Dalle prime luci dell’alba di oggi oltre cento militari delle Fiamme Gialle trentine, col supporto dei reparti competenti per territorio, stanno effettuando arresti e perquisizioni su tutto il territorio nazionale. Nel complesso sono 115 i denunciati e 28 gli arrestati, di cui 3 della provincia di Venezia.

Nel mirino della Finanza un agguerrito network, articolato in cinque gruppi, composto prevalentemente da soggetti di nazionalità italiana, rumena, moldava, ucraina greca e maltese, dedito al contrabbando internazionale di sigarette, prodotti energetici e alcolici con ramificazioni in Slovenia, Germania, Belgio, Inghilterra, Olanda, Polonia, Francia, Bulgaria e Grecia, paesi da e verso i quali veniva importata/esportata la merce di contrabbando.

I NOMI

Martedì mattina all’alba le Fiamme gialle hanno arrestato Flavio Bragato, classe 1961,di Ceggia ma residente in Croazia, uno dei promotori del sodalizio che contrabbandava alcol e sigarette, il cui compito era quello di cercare all’estero società che facessero da prestanome. Faceva da collegamento tra gli intermediari delle ditte fornitrici e il deposito fiscale garantendo il puntuale inserimento della falsa documentazione attestante il ricevimento della merce.

Arrestati a Jesolo in un appartamento Patrick Scarpa, classe 1995, nato a San Donà di Piave e residente a San Stino di Livenza e Tagliapietra Francesca, nata a Venezia e residente a San Stino assieme al giovane.

I due erano sostanzialmente prestanome e dalle intercettazioni appare che avessero chiesto per la loro attività, 50 mila euro.

Tutti e tre sono difesi dall’avvocato Igor Zornetta di San Donà di Paive

OPERAZIONE MELITA

Si tratta dell’operazione denominata “Melita”, che si è appena conclusa con l’esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di 28 indagati, 20 dei quali ricercati sul territorio nazionale (province di Bari, Roma, Trieste, Latina, Napoli, Campobasso, Caserta, Perugia, Lecce, La Spezia, Massa Carrara, Isernia, Alessandria, Treviso e Venezia) e le restanti 8 all’estero (Croazia, Belgio, Moldavia, Inghilterra, Germania e Bulgaria), quest’ultimi destinatari di apposito mandato di arresto europeo (M.A.E.) e mandato di cattura internazionale.

2.700 i chilogrammi di sigarette sequestrati, 30mila litri di gasolio e 27.900 litri di alcolici. Danni all’erario per oltre 27 milioni di euro.

GLI ARRESTI

Le catture eseguite in queste ore - disposte nei confronti dei soggetti che, nel corso delle attività, sarebbero stati individuati come principali responsabili del network dedito all’acquisto, stoccaggio e commercializzazione di ingenti partite di prodotti di contrabbando - si vanno ad aggiungere ai due arresti in flagranza di reato già effettuati nel corso delle indagini. Le investigazioni sono state avviate d’iniziativa nel 2018 a seguito del monitoraggio di alcuni autoarticolati in transito presso il valico del Brennero e sono state condotte dal Nucleo di polizia economico finanziario di Trento, con il supporto dello Scico di Roma, sotto la direzione della Procura distrettuale di Trento.

IL TRAFFICO DI CONTRABBANDO

Grazie all’ausilio di sofisticate strumentazioni tecniche utili a disvelare doppifondi o carichi di copertura, nonché ricorrendo ad intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, è stato possibile ricostruire un fiorente traffico illecito di prodotti di contrabbando provenienti da numerosi paesi europei (in particolare Slovenia e Germania) trasportati a bordo di autoarticolati, pullman, furgoni e anche singole autovetture spesso dotati vani nascosti o accompagnati da carichi di merce di copertura, che giungevano in Italia anche dai valichi di Prato La Drava, Tarvisio e Trieste oltre che dal Brennero.

MODUS OPERANDI

Tra i vari sistemi utilizzati per il contrabbando, si segnalano la spedizione di prodotti energetici, via terra o via mare, in camion o container, con l’utilizzo di carichi di copertura o di mezzi dotati di doppifondi artatamente ricavati, scortati da fittizia documentazione predisposta ad hoc;
Oppure l’utilizzo strumentale dal regime di transito comunitario doganale, per cui le sigarette, cedute ufficialmente dal produttore o da intermediari, viaggiano in Italia con documentazione apparentemente regolare, che ne attesta la destinazione a Paesi dell’area extracomunitaria e vengono successivamente immesse illecitamente in consumo sul territorio nazionale attraverso il “falso” appuramento dei documenti e la predisposizione di altrettanto false dichiarazioni di esportazione;
Ancora l’apertura ad hoc di depositi fiscali dove stoccare fittiziamente carichi di alcolici, in sospensione d’imposta, provenienti da fornitori U.E. e destinati in realtà al mercato clandestino europeo.
LE CONTESTAZIONI
Ben 115 persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria trentina di nazionalità italiana, rumena, moldava, ucraina greca, maltese, fra i quali i 28 arrestati martedì mattina, indiziati a vario titolo - tra le altre cose - di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici e sulle bevande alcoliche, il tutto con l’aggravante del reato transnazionale. Fra questi, 5 indagati sono stati segnalati perché percepivano il reddito di cittadinanza.

TRIBUTI EVASI

I finanzieri trentini hanno anche ricostruito l’ammontare dei tributi evasi (accise, diritti doganali e altre imposte dovute) pari a 27.268.161,36 milioni di euro, nonché l’avvenuta immissione in consumo di ulteriori 160 tonnellate di sigarette sigari tabacco e di oltre 16 milioni di litri di prodotti alcolici.

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