Ad Altino l’archeologia s’impara con le mani

Sabato 28 il Festival d’archeologia imitativa degli antichi veneti, per capire come si lavorava e tesseva 2500 anni fa nelle nostre terre

ALTINO. Ci sarà l’angolo della fusione del bronzo, un vero e proprio forno a più di mille gradi in cui si otterranno con antichi mantici in pelle gli oggetti che oggi sono tra i reperti più curiosi ospitati dal Museo. Poco lontano si potrà assistere alla lavorazione del vetro grazie ad un piccolo forno portatile con cui verranno ricreate le perline, antenate di quelle veneziane ben più conosciute.

Sabato 28 dalle 9.30 alle 18.30 il Museo nazionale e Area archeologica di Altino ospita «Altno fest» il primo Festival dell’Archeologia imitativa dei Veneti antichi con dimostrazioni e laboratori didattici legati alle tecnologie e alle attività dell’epoca per capire in prima persona l’artigianato degli antichi abitanti di Altino.

Accanto ai due angoli dedicati ai «forni» di bronzo e vetro i partecipanti verranno infatti coinvolti in quattro laboratori pratici in cui dopo una dimostrazione di alto livello artigianale proveranno in prima persona a riprodurre vasi in argilla, un piccolo pezzo di tessuto di lana, un anellino di palco di cervo e una perlina d’ambra.

«Lo scopo di questo tipo di archeologia è toccare con mano gli oggetti che vengono creati, sentirli ruvidi, annusarne l’odore -spiega Simone Pedron archeologo dell’impresa sociale Tramedistoria - oggetti di questo tipo solitamente stanno dietro le vetrine, “lontani”. Questo è un modo importante per comprenderli meglio e per capire anche come venivano prodotti».

«Sabato 28 sarà una bella occasione per avvicinarsi al mondo dell'archeologia in modo diverso dal solito ovvero facendone esperienza in prima persona, - spiegano Piero Biasi e Davide Dei Rossi di Sophia Management - questo potrà accadere grazie al supporto di operatori qualificati sia tecnicamente che didatticamente e naturalmente grazie al finanziamento comunitario dell'iniziativa che è stata sostenuta dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione del Veneto».

Il Festival di Archeologia imitativa si inserisce in un progetto più complesso che sta portando molta linfa al Museo e all’Area Archeologica, pronti a diventare «Parco Archeologico». Il futuro prevederà non più «solo» l’esistenza del «Museo» e dell’«Area archeologica» intesi come elementi separati, ma la nascita di un «parco archeologico» perimetrato. 

«Sperimenteremo, insieme con il nostro pubblico, una via nuova e insolita per conoscere gli antichi Veneti: immedesimarsi nelle loro tecniche artigianali, provare a ripeterne i gesti usando gli stessi materiali e gli stessi strumenti», dice Marianna Bressan, direttrice del Museo nazionale e Area archeologica di Altino (Direzione regionale Musei Veneto), «Le attività sono accessibili a tutte e a tutti, perché il Museo è patrimonio comune. Per ristorarsi, ci saranno le gustose tasche di pizza del progetto "Pizzeria contadina", a base di prodotti agricoli locali. Cultura, leggerezza, cura e sostenibilità sono e saranno le cifre del nostro futuro parco archeologico».

I LABORATORI ARGILLA Nel laboratorio si mostrerà come gli altinati lavoravano l’argilla, in che modo venivano posizionate le mani sul tornio e come venivano ottenuti i colori rosso e nero dei vasi. In un secondo momento si procederà con una versione semplificata della lavorazione in cui con l’argilla ogni partecipante riprodurrà un reperto del museo.

AMBRA E PALCO L’osso veniva segato con un seghetto di ferro e sagomato con lime in bronzo, mentre le decorazioni costituite da disegni complessi ed elaborati erano ottenute con piccoli punteruoli simili a piccoli compassi. Dopo un primo momento in cui la tecnica verrà mostrata dagli addetti ai lavori si passerà ai lavori semplificati: i presenti produrranno perline per collane in ambra e piccoli anellini in osso.

LAMINA Le situle, ovvero le lamine in bronzo e in rame lavorate con disegni complessi richiedevano molti giorni di cesellatura con strumenti adatti. Nel laboratorio inizialmente verranno mostrati i primi passi di lavorazione di una situla, poi le lamine di rame verranno lavorate in maniera semplificata dai presenti con piccoli disegni geometrici.

TESSITURA Come si ricavava il filo partendo dalla materia prima (lana), usando i fusi? Come filavano 2500 anni fa? Il laboratorio di tessitura risponderà a queste due domande. Dopo una dimostrazione al telaio verticale i partecipanti riprodurranno poi un piccolo tessuto di lana con la stessa tecnica in telai in miniatura

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