Pd contro Sboarina: “Ha nominato solo maschi nel cda di Veronafiere”

Federico Sboarina, sindaco di Verona

Polemica contro il sindaco della città scaligera: 14 su 14 sono uomini 

VERONA. «Sembra impossibile, ma per il sindaco Sboarina una città come Verona non ha donne all'altezza di far parte del Cda di Veronafiere. Le sue nomine (14 e tutti maschi) sono un atto di arroganza verso le donne e verso la città, oltre a una mancanza di rispetto delle regole. Un atteggiamento inaccettabile a pochi giorni dal voto, una vera e propria scorrettezza che calpesta elettrici ed elettori di una città che merita certo di meglio». Lo dichiara Francesco Boccia, responsabile Autonomie ed enti locali Pd. 

«Sulla nomina del nuovo CdA della Fiera di Verona abbiamo assistito all'ennesima prova dell'arroganza politica dell'amministrazione Sboarina e dei partiti che la sostengono. Con la Lega che ha fatto merce di scambio della candidatura a sindaco, accettando di sostenere Sboarina in cambio della presidenza a Bricolo». Lo dichiara in una nota la deputata Alessia Rotta (Pd). «Una pratica spartitoria inaccettabile - prosegue - tipica di chi predilige logiche di potere all'interesse generale, che in questo caso è ancora più odiosa perché esclude la rappresentanza femminile da un ente di primo piano per la città. La Fiera è chiamata nel prossimo futuro a prendere decisioni strategiche per la sua crescita che incidono su tutto il sistema Verona, non può essere il banchetto della spartizione politica. Era quantomeno opportuno aspettare fino a dopo le elezioni per procedere alla nomina del nuovo CdA. E non è vero che non si poteva aspettare, c'è già un precedente: per Expo Milano fu prorogato il consiglio dopo la scadenza elettorale», conclude.

«L'ultimo atto del sindaco uscente Sboarina e della sua giunta è semplicemente ridicolo, l'espressione di un sessismo ormai da medioevo. Nel 2022 il centrodestra riesce ad esprimere per i vertici di Veronafiere solo uomini. Non è solo uno schiaffo ai diritti delle donne, alla parità di genere e alla nostra Costituzione che rinnega ogni tipo di discriminazione, è anche un atto sciocco, un insulto al buon senso. Le donne hanno saperi e competenze e un punto di vista diverso che arricchisce ogni organismo, ente, amministrazione in cui entrano. È evidente dunque che non solo è stata compiuta una scelta ingiusta e discriminatoria, ma crediamo che non sia stato fatto il bene dell'istituzione Veronafiere, prendendo una decisione segnata dalla povertà culturale, non al passo con i tempi». Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della Commissione Femminicidio.

«Quattordici nomine tutte al maschile per i vertici di Veronafiere: quello del Sindaco uscente della città scaligera, Federico Sboarina, non è solo uno sfregio al galateo istituzionale ma anche uno sfregio sessista. Le 14 nomine operate sono, infatti, tutte maschili. Una chiusura alla realtà e una beffa alla democrazia paritaria. Un motivo in più per mandarli a casa». Così in una nota Cecilia D'Elia responsabile Pari Opportunità nella Segreteria del Pd e Portavoce della Conferenza delle donne democratiche.

«Neanche una donna nel rinnovo, in extremis, delle cariche a Veronafiere? Nulla di nuovo. È il frutto della visione proprietaria degli enti partecipati da parte del sindaco Sboarina e della sua maggioranza. È un chiarissimo esempio della cultura delle destre che la rappresentanza di genere neanche sa dove è di casa». Lo dichiara il senatore veronese del Pd Vincenzo D'Arienzo, segretario d'aula del Pd. 

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