Il ritratto ritrovato e attribuito a Tiziano. Sgarbi: «Solo un’opera modesta»

ALESDIMARCO

Potrebbe valere 7 milioni di euro, ma per il critico è «un pungo di mosche»

 Il 'Ritratto di gentiluomo con il berretto nero”, attribuito a Tiziano o comunque a un autore italiano del XVI secolo e scomparso misteriosamente nel 2003, è stato recuperato dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Torino e dopo il provvedimento di confisca del Tribunale è stato portato nella cinquecentesca sede della Soprintendenza delle belle arti, nella stessa Torino. Tiziano o meno, il “Gentiluomo” è comunque un capolavoro. Una stima gli attribuisce un valore di 7 milioni di euro (una perizia svolta nel 1998 parlò di 5-6 miliardi di lire). I carabinieri intervennero nel 2020, quando fu inoltrata all'Ufficio Esportazione di Torino una richiesta - che sembrò subito sospetta - di ingresso in Italia di un dipinto “di scuola veneta” per l'esecuzione di alcuni esami diagnostici in laboratorio in provincia di Asti. Il blitz dei militari permise il recupero dell'opera in extremis: era da un corriere che stava per rispedirla all'estero. Le indagini portarono al coinvolgimento di due cittadini svizzeri, uno dei quali dichiarò di avere acquistato il quadro nel 2004.

Il fascicolo fu archiviato perché il reato ormai era prescritto ma il pm Giovanni Caspani ottenne dal gip Mariafrancesca Abenavoli la confisca del quadro nonostante l'opposizione dei difensori degli indagati. «Con il certificato di avvenuta importazione - spiega la soprintendente Luisa Papotti  - l'opera entrava in una specie di regime di extraterritorialità e poteva così tornare all'estero senza particolari problemi». Sul perché si volesse far rientrare in Italia l’opera, non è possibile fare chiarezza: forse c’era un acquirente. I carabinieri sono poi riusciti a ricostruire la storia del quadro, tra vendite e passaggi di mano, dal 1992.

Per il critico Vittorio Sgarbi non si tratta di un Tiziano ma «di un'opera di modesto valore. La vera truffa è allo Stato che, con questo inconsistente recupero, stringe un pugno di mosche. Non si è recuperato niente». «L'opera - dice Papotti - ha avuto in passato delle attribuzioni al maestro Tiziano e una lunga circolazione sul mercato con questo titolo. Le indagini confermano che si tratta di un'opera Cinquecentesca. Ora verificheremo se è di Tiziano».

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