Accuse di molestie agli ex alpini. Bottacin: «Ma ricordiamo anche il valore civico»

Bottacin con gli ex alpini della Protezione civile

L’assessore regionale chiede la condanna “senza se e senza ma” degli autori dei reati. Ma chiede anche di tenere a mente che nell’Ana molti prestano servizio volontario nella Protezione civile

BELLUNO. Mentre gli stessi alpini chiedono di indagare sulle denunce per molestie presentate da donne e ragazze nel corso dell’adunata nazionale dell’Ana, gli alpini congedati, e mentre lo stesso presidente dell’Ana, associazione che ha organizzato il raduno, assicura l’espulsione per gli ex alpini che si siano macchiati di tali atti, l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin, spezza una lancia a favore delle penne nere.

Lo fa constatando anche l’alto valore civile e sociale delle organizzazioni dell’Ana sul territorio.

«Questi sono gli alpini: 4 milioni di ore di lavoro regalate alla collettività. Senza dubbio se qualcuno (tra le decine di migliaia di partecipanti) ha commesso reati va condannato senza se e senza ma. Ma la foresta che cresce è quella fatta da uomini e donne animate da spirito di solidarietà difficilmente riscontrabili».

Bottacin poi va ai ricordi della naja. «La prima frase che ci fu detta dal caporale istruttore quando entrai in caserma fu: "ricordatevi che quando si chiede se c'è un volontario, l'alpino risponde sempre: presente!". E nel trivento gli alpini della protezione civile sono 5400 (in Lombardia ed Emilia 4000 col doppio degli abitanti). Nel solo 2021 gli alpini della protezione civile hanno regalato alla collettività oltre 4 milioni di ore di lavoro»

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