Covid, Palù (Aifa): «In autunno quarta dose per tutti con il vaccino aggiornato»

Il professor Giorgio Palù, virologo trevigiano, oggi alla presidenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco, delinea la prossima campagna vaccinale davanti ad una platea di studenti che hanno partecipato al convegno “La pandemia vista con gli occhi di…” ospitato all’auditorium Stefanini di Treviso

TREVISO. Quarta dose in autunno, con il vaccino anti-Covid aggiornato, per proteggere la popolazione sotto gli 80 anni. Il professor Giorgio Palù, virologo trevigiano di fama internazionale, oggi alla presidenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), delinea la prossima campagna vaccinale davanti ad una platea di studenti che hanno partecipato al convegno “La pandemia vista con gli occhi di…” ospitato all’auditorium Stefanini di Treviso.

«Le tre dosi fin qui eseguite nella popolazione generale sono state utili perché chi ha ultimato il ciclo con la terza dose booster evita nel 91% dei casi la malattia e nel 60% dei casi l’infezione, ed anche la mortalità è scesa» spiega Palù. Quel che la scienza sta facendo ora però è di aggiornare il vaccino in vista della quarta dose, bisogna renderlo capace di arginare le nuove mutazioni del coronavirus: Omicron 2 e le varianti Beta 1 e 2, nonché Xj e Xe.

«Uno sforzo necessario» prosegue Palù «perché il vaccino fin qui adoperato è stato disegnato su un virus di due anni fa che oggi non c’è più, per questo si sta lavorando per aggiornarlo».

Palù a Treviso: "Non sarà l'ultima pandemia, bisogna investire nella virologia"

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Di pari passo la Regione Veneto sta operando per mettere a punto i prossimi passi della campagna vaccinale in vista dell’autunno. «Saranno da vedere i quantitativi di vaccino disponibile e in base agli approvvigionamenti stabilire, se necessario, delle priorità di chiamata» aggiunge Francesca Russo, dirigente regionale della Prevenzione.

LA LEZIONE DEL VIRUS

Potenziare la medicina del territorio, attrezzare gli ambulatori dei curanti con tac e strumentazioni per la prima diagnosi, rafforzare la telemedicina e il fascicolo sanitario digitale. Il professor Palù, guarda al Veneto come a una regione capace di poter segnare la rotta del dopo-Covid.

Tra le iniziative che Palù sta portando avanti con maggior convinzione: l’istituzione a Venezia di un’agenzia per la gestione centralizzata delle future emergenze sanitarie nel nostro Paese, su modello di “Hera”, l’autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie che è stata da poco creata.

«Ho avanzato al premier Draghi e al presidente del Veneto Zaia la proposta di istituire a Venezia l’authority per le emergenze» ha concluso Palù. Riuscire nell’intento di creare in Veneto questo polo all’avanguardia sarebbe un tassello strategico per il nostro Paese, a maggior ragione dopo che Amsterdam ha “scippato” a Milano la sede dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema).

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