Vasto incendio a Longarone, minacciato l’abitato di Fortogna. Il fumo è arrivato fino a Treviso

Le fiamme minacciano l'abitato di Fortogna

Rogo devastante sul versante sopra Rio dei Frari, si sospetta il dolo. Canadair in volo, fumo denso in Valbelluna, casere a rischio. I vigili del fuoco sorvegliano le abitazioni. La nuvola di smog arriva fino in pianura, nella Marca trevigiana

LONGARONE. A sera sembrava l’apocalisse. Difficile pensare che quel rogo furioso fosse partito da tre colonne di fumo che in mattinata salivano sulle crode sopra Becola, zona Rio dei Frari sopra Fortogna. Tant’è. Più che per l’eventuale corrispondenza ad altrettanti tre inneschi, il sospetto dolo viene dalla quota del territorio interessato. Troppo alta: solo una sbadataggine grossa come una casa o una volontà incendiaria avrebbero potuto ferire l’area così in alto, alimentando un incendio che solo i mezzi aerei han potuto provare a domare. E alle porte di un Parco nazionale che per ora non è stato interessato.

La nuvola di fumo la mattina dopo è arrivata fino in pianura, densa a Conegliano ma avvertita anche oltre, verso Treviso. Tanto che in mattinata il sindaco Mario Conte aveva lanciato via social un appello alla popolazione affinché si tenessero le finestre chiuse.

L'Arpav ha intensificato le attività di monitoraggio sulla qualità dell'aria del Bellunese e del Trevigiano.

Fortogna è stata osservata speciale per tutta la notte e buona parte della mattinata: si temeva che il fronte del fuoco si potesse abbassare alle porte della frazione, aggredendo qualche edificio sulla costa della montagna.

Al mattino i Canadair tornano in azione. Essendo il Piave in secca, vanno a rifornirsi di acqua al lago di Santa Croce. Chiusa la statale 251 Val di Zoldo per cui lo Zoldano è isolato al momento. 

«Fortogna va sorvegliata» spiega il sindaco Roberto Padrin: dalle 18 è andato a rendersi conto di persona di quanto sta succedendo. «Abbiamo fatto un giro su alcune case per tenerle in preallarme» continua Padrin «quelle più vicine alla montagna. Perché l’incendio sembrava alto, ma a un certo punto è sceso molto velocemente: la preoccupazione c’è, quindi bisogna vigilare e stare attenti. Non c’è motivo per evacuare ma la situazione va tenuta sotto controllo, il fronte è molto vasto e le fiamme sono scese molto».

A sera il fumo aveva invaso Agordino, Valbelluna, la stessa Belluno aveva il tramonto oscurato come quando, qualche giorno prima di Vaia, andò in cenere la valle di San Lucano in Agordino.

Là, sopra Fortogna, le fiamme si erano sprigionate intorno alle 9 del mattino. Sembrava che si potessero arginare con l’ausilio di uno dei due elicotteri della protezione civile regionale ma così non è stato: le squadre a terra di vigili del fuoco permanenti di Belluno e volontari di Longarone, le squadre comunali e dell’antincendio boschivo regionale, potevano fare poco. E vento e aria hanno alimentato le fiamme, ingigantendo il fronte: nel primo pomeriggio sono entrati in azione i Canadair che hanno continuato a buttare acqua. Domattina riprenderanno le operazioni con i mezzi aerei, sperando che la notte non porti ulteriori pericoli.

Delle indagini si stanno occupando i carabinieri forestali di Belluno coordinati dal tenente colonnello Corbini.

ALTRI INCENDI Molti sono stati gli incendi boschivi già spenti: domenica scorsa a Borso del Grappa (Treviso); a Marano di Valpolicella (Verona), a Vedelago (Treviso), a Cappella Maggiore (Treviso) e a Erbezzo (Verona). Un incendio anche a Sovramonte (Belluno e in località Stoccaredo a Gallio (Vicenza). Un incendio a Pederobba, località Onigo (Treviso), presso l' agriturismo Col Maor:, poi ad Affi, località Eremo San fermo (Verona). In Val di Zoldo (Belluno), a Soffranco (Belluno), nei pressi di abitazione con residenti. Nelle ultime ore un incendio boschivo presso di Piovene Rocchette, località all Angelo Monte Summano (Vicenza) e a Vestenanova (Verona). Nelle ultime i roghi si sono intensificati, ma vanno evidenziati due aspetti: il primo che anche gli incendi più grossi sono stati domati, il secondo che questo risultato è dettato da un piano, che ha permesso negli ultimi anni di ridurre del 50% il pericolo di incendi boschivi.

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