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I medici di famiglia veneti pronti allo sciopero: «Siamo stanchi e inascoltati»

Manca un dottore su sei, altri 800 andranno in pensione entro tre anni. Smi: «Siamo costretti a fare i segretari tralasciando l’attività ordinaria»

VENEZIA. Prima lo stato di agitazione. Poi, se non sarà sufficiente, lo sciopero. I medici di famiglia legati ai sindacati Smi e Snami minacciano di incrociare le braccia, «ma senza ledere i nostri pazienti», se la Regione continuerà a opporre alle loro richieste un muro di gomma.

Le richieste, appunto, sono più o meno le stesse da due anni: muovono da un numero di operatori sanitari ritenuto inadeguato e da una programmazione che ha disatteso le aspettative.

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