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Caccia, l’aeroporto militare di Istrana oasi protetta. Scontro sul nuovo piano venatorio

L’accusa di Zanoni (Pd): «Obbligo di zone di tutela aggirato con aree fasulle». Ma Possamai (Federcaccia) replica: «È la normativa che ci consente di inserirle»

PADOVA. L’aeroporto di Istrana tra le oasi di protezione, come dire che fagiani e beccacce dovrebbero proliferare tranquillamente accanto agli Amx del 51° Stormo.

Ma poi ci sono anche la laguna viva di Venezia e il lago di Garda, un’area completamente sommersa dall’acqua dove difficilmente un uccello può sostare e nutrirsi. Sono due delle contraddizioni che la componente ambientalista dell’opposizione contesta nel nuovo piano venatorio regionale, approvato in commissione Caccia e Agricoltura e pronto a sbarcare anche in consiglio regionale.

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