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Ricerca, il laboratorio del cardiochirurgo Gerosa senza finanziamenti: “Tra tre mesi ce ne andiamo dalla Torre”

Il caso LifeLab, il cui coordinatore scientifico è Gino Gerosa. Nato nel 2019 per studiare l’insufficienza tissutale d’organo, non ha più soldi per andare avanti: «Un peccato mortale fermare progetti a un passo dall’ottenere risultati»

PADOVA.  Mentre il mondo – non solo scientifico – plaude all’audacia degli scienziati americani che qualche giorno fa per primi hanno impiantato il cuore di un maiale geneticamente modificato in un paziente senza altre speranze, in Italia LifeLab, una delle strutture di ricerca più avanzate e ambiziose, lotta silenziosamente per sopravvivere.

Due mondi diversi e distanti – quello scientificamente più spregiudicato e ricco degli Stati Uniti e quello italiano, innegabilmente più povero e “intransigente” – che tuttavia hanno un comune denominatore, ovvero il valore della ricerca come unica leva per spostare l’asticella oltre l’ostacolo della malattia.

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