L’editoriale / La preistoria sotto casa

A cavallo della notte che segna il calendario materiale ed emotivo di tutti, Sergio Mattarella e Jorge Bergoglio hanno parlato di violenza sulle donne. Quindi non hanno scelto una crisi internazionale o uno scenario da massimi sistemi: hanno puntato su un dramma vicino

A cavallo della notte che segna il calendario materiale ed emotivo di tutti, Sergio Mattarella e Jorge Bergoglio hanno parlato di violenza sulle donne. Quindi non hanno scelto una crisi internazionale o uno scenario da massimi sistemi: hanno puntato su un dramma vicino. Due ottantenni speciali e illuminati hanno richiamato un problema che probabilmente esiste nel perimetro di pochi passi da dove ci troviamo: nel quartiere, sul posto di lavoro.

O per strada, certo; ma è la strada che abbiamo sotto casa, che vediamo se ci affacciamo alla finestra. Il Presidente ha elencato le sofferenze del 2021 e ha subito inserito la violenza sulle donne. Sullo stesso tema il Pontefice ha lanciato il suo primo appello del 2022. E mesi fa ci aveva ammonito a non chiamare “amore” il movente degli uomini che molestano, feriscono, assassinano le donne.

Questa dinamica tossica e devastante, come spiegano le statistiche, non appartiene alle sole periferie o al disagio sociale. Abita nel cuore della nostra vita reale e abbatte trasversalmente le sovrastrutture di comodo: il violento è indifferentemente povero o ricco, disoccupato o di successo, italiano o straniero, può essere un solitario o un padre di famiglia ben integrato.

Non c’è un orientamento di geografia, di status, di età: i violenti sono ovunque. Non c’è un allarme più diffuso e meno circoscritto di questo. Con ogni evidenza la nostra società non costruisce gli scudi normativi e culturali per vincere questa guerra epocale. Anzi, costruisce il contrario. Nel contrastare la violenza sulle donne siamo inerti, inefficienti, inefficaci, velleitari; siamo molti aggettivi, nessuno dei quali ci assolve.

Giorni fa a Belluno una donna è stata aggredita a bastonate da un uomo davanti a casa ed è finita all’ospedale. Non era una rapina; era qualcos’altro, preistorico, radicato, feroce. Il vaccino per questo qualcos’altro deve essere una priorità del 2022. Non servono scienziati né case farmaceutiche. Serviamo noi.

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