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Fiumi malati, allarme in Veneto: mancata depurazione e diserbanti i principali accusati

Ecco il report 2021 di Legambiente Veneto. Per Bacchiglione, Fratta Gorzone, Retrone, Dese, Livenza e Sile le criticità maggiori. L’infografica con tutti i punti di monitoraggio e il report completo da leggere o scaricare

Riccardo Sandre
3 minuti di lettura

VENEZIA. Pessima depurazione, escherichia coli e glifosato da diserbanti sono gli elementi inquinati più comuni dei fiumi veneti, ed i livelli di questi elementi nelle acque a tratti è allarmante. A dirlo i dati di “Operazione Fiumi - Esplorare per custodire” la nuova campagna itinerante di Legambiente Veneto, realizzata grazie ad un progetto finanziato della Regione del Veneto con risorse statali del ministero del Lavoro, che quest’estate ha monitorato lo stato di salute di 13 fiumi veneti in 50 punti differenti.

IL MONITORAGGIO

Brenta, Bacchiglione, Po, Adige, Livenza, Sile, Piave e altri corsi d’acqua tra cui Fratta Gorzone, Retrone e Dese sono tenuti sotto la lente di ingrandimento dei circoli territoriali di Legambiente grazie all’impegno di centinaia volontari coinvolti in in attività di campionamento ed analisi sulla qualità delle acque, nei rilevamenti morfologici e nel monitoraggio dei rifiuti lungo le rive. Un lavoro imponente che ha visto la partecipazione dei tecnici e dei laboratori di Arpav.

PFAS E GLIFOSATO

Su 50 punti totali campionati, il 54% è risultato superare i limiti previsti per un buono standard di qualità delle acque mentre la presenza di glifosato oltre i limiti è stata registrata nel 26% dei campioni. L’erbicida di sintesi chimica più diffuso al mondo, della stessa famiglia dei Pfas, è stato rinvenuto in 33 campioni su 50 con valori che oscillano da 0,02 a 1,1 microgrammi su litro a fronte di un valore limite per lo standard ambientale stabilito in 0,1 µ/l. Ben 13 campioni, il 26%, hanno superato gli standard definiti dalla legge.

Un fenomeno – dice Legambiente – che richiama ad azioni urgenti e a un maggior controllo sui limiti e sugli utilizzi di questa sostanza, vista la nota pericolosità per la salute umana. Tra i fiumi segnalati il Dese, che fa registrare nei pressi di Ca’ Noghera nel veneziano il più alto valore registrato di 1,1 µ/l, e il Retrone, a Vicenza, presso il Ponte del Quarelo, dove il glifosato raggiunge 0,78 µ/l. Preoccupante anche il risultato dei campioni raccolti sul Fratta Gorzone, dove sono stati registrati valori superiori al limite in tutti e tre punti esaminati con un valore massimo di 0,58 µ/l a Vighizzolo D’Este. Un segnale di criticità ulteriore che si aggiunge alla pericolosa presenza di Pfas, per un corso d’acqua afflitto da troppi inquinanti.

ESCHERICHIA COLI

Una delle malattie più gravi di cui soffrono i nostri fiumi poi è la cattiva depurazione: 29 punti monitorati in 12 fiumi e corsi d’acqua minori, risultano inquinati o fortemente inquinati con valori di escherichia coli superiori a 1000 mpn/100ml, il limite di qualità per le acque interne. Prendendo in considerazione il limite di qualità previsto per le acque di balneazione (non prevista per le acque di fiume), i punti “non balneabili” sarebbero ben 37.

LEGGI O SCARICA IL REPORT COMPLETO

I SITI PIU’ CRITICI

Le situazioni più critiche sulla depurazione riguardano i fiumi Retrone e Bacchiglione con risultati a dir poco allarmanti: per il fiume Retrone a Vicenza (Ponte del Quarelo) sono stati misurati dai laboratori di Arpav ben 241.960 unità di escherichia coli su 100 millilitri d’acqua. Nel Bacchiglione, sempre a Vicenza in località Debba, sono stati riscontrati 198.630 unità. Problemi seri anche per il Fratta Gorzone a Cologna Veneta dove le unità rilevate superano le 24mila e per il Livenza dove tutti i campioni analizzati risultano al di sopra del limite con dei picchi di 12mila unità a Motta di Livenza e di 11mila a Gorgo al Monticano in provincia di Treviso.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Competenze sparse tra quattro assessorati regionali senza una vera cabina di regia, progetti scollacciati, nessuna legge ad hoc e dotazioni finanziarie ridotte. Eppure, i progetti importanti ci sono e noi ve li raccontiamo. Veneto regione hotspot, ecco cosa significa. Il ruolo del mondo economico e di quello accademico. Con un video-contributo dello scrittore Matteo Righetto. Tutte le prossime puntate]]

Altro fiume da segnalare è il Sile: nessuno dei campioni prelevati è risultato entro i limiti, con un picco di 3.200 unità a Casale sul Sile e di quasi 5mila unità a Cavallino Treporti. Il segnale di una sofferenza estesa fino alla foce, dovuta in particolare alla scarsa depurazione della Marca. Risultati preoccupanti anche per l’Adige, con criticità che arrivano da Zevio nel veronese, dove è stato riscontrato un valore di oltre 4mila unità, e che proseguono verso Legnago (2,5mila unità) fino ad arrivare alla foce a Rosolina con 1.200 unità di escherichia coli su 100 millilitri d’acqua. I punti campionati nei fiumi Brenta e Piave nel complesso destano meno allarme, anche se con valori elevati. Per contro sembra funzionare la capacità depurativa del Po.

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