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Letti ammassati, sporcizia e insetti: così vivono 50 migranti in Villa Spica a Dolo

La dimora settecentesca veneziana ora è un centro gestito dalla Ekene di Borile. Sono ospitate madri con bimbi piccoli

DOLO. Tra le stanze con gli stucchi settecenteschi ci sono letti di fortuna, separé realizzati con i panni stesi, borse e altro materiale accatastati dappertutto, cucine rotte e sporche e frigoriferi in cui il cibo non è conservato in modo corretto. E ancora scarafaggi, bagni e docce in cui l’igiene e la pulizia sono un optional.

È questo lo scenario quando si entra a villa Spica a Dolo, dove è stato allestito un Cas, ovvero un Centro di accoglienza straordinaria per immigrati, che la Prefettura di Venezia ha dato in gestione alla cooperativa Ekene, diretta da Simone Borile, già a processo per la gestione del centro migranti di Cona.

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