Marcell Jacobs vince il Radicchio d’Oro per lo sport

Premi anche a Sonny Colbrelli, Giorgio Palù, Claudio Cecchetto, Roby Facchinetti e il dg dell’Usl, Francesco Benazzi

CASTELFRANCO VENETO. Marcell Jacobs, olimpionico di atletica leggera nei 100 metri e nella staffetta 4x100 a Tokyo 2021,  il vincitore del premio Radicchio d'Oro per lo sport. Il riconoscimento gli è stato conferito sabato sera al Teatro Accademia di Castelfranco Veneto, presente Stefano Mei, presidente della Federazione italiana di atletica leggera.

Premio anche a Sonny Colbrelli, il campione di ciclismo che ha domato il pavé della Parigi-Roubaix, e al Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, presente con gli olimpici Antonino Pizzolato e Stefano Raimondi. La prima edizione del premio Luigi Agnolin, che ricorda una figura centrale del mondo arbitrale internazionale, è stata assegnata ad Alfredo Trentalange, presidente dell'Aia (Associazione Italiana Arbitri) e a Maria Marotta, primo arbitro donna a dirigere una partita di Serie B.

Tra gli altri insigniti del premio, istituito da un'idea del ristoratore trevigiano Egidio Fior, figurano il presidente dell'Aifa Giorgio Palù per la sezione cultura/scienze mediche, Claudio Cecchetto (spettacolo), Roby Facchinetti (cultura/spettacolo), Magazine Italia 1 Mag (enogastronomia/giornalismo), gli chef Fabio Pompanin e Graziano Prest (enogastronomia), Paolo Bruni (ortofrutta italiana), Renato Casaro (cultura/arte) e il dg dell'Usl trevigiana, Francesco Benazzi.

L’intervista a Jacobs

Martedì sui nostri quotidiani l’intervista a Marcell Jacobs. Eccone un estratto

Quanto c’è di Veneto nel suo cammino?

«Confesso, è la mia prima volta a Castelfranco, ma in Veneto vengo sempre volentieri anche perché essendo di Desenzano sono davvero a un passo. Sono ai confini, ho passato parecchio tempo della mia infanzia da queste parti. E poi sono delle Fiamme Oro Padova».

È nella patria del radicchio.

«Mi piace, certo, l’ho sempre mangiato e sempre utilizzato. È d’oro anche questo... Questo premio va a completare quanto fatto quest’estate».

In Veneto le piste d’atletica non se le passano malissimo, ma in molte realtà non è così. Che ne pensa?

«Mi hanno parlato proprio di quella di Castelfranco, che è messa male. Quella, ma non solo. È un problema diffuso in tutta Italia. Bisogna sensibilizzare i Comuni, perché si tratta di un luogo di aggregazione per i giovani. L’atletica è uno sport meraviglioso e la società deve puntare sulle strutture adeguate per tanti giovani che vogliono approcciarsi a uno sport che regala moltissimo anche a livello umano, anche a Desenzano non c’era più una pista. Diamo speranze ai giovani».

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