Covid, Zaia: il Veneto rischia la zona gialla fra una o due settimane

Il governatore ha parlato dell’andamento della pandemia a margine del suo intervento in Consiglio regionale: “Al momento ci salvano i parametri ospedalieri ma le proiezioni ci dicono che nel giro di una quindicina di giorni le cose potrebbero cambiare”

VENEZIA. Il Veneto vede giallo. «Non questa settimana, ma probabilmente la prossima o, al massimo, quella dopo ancora». Lo ha detto il presidente regionale Luca Zaia, a margine del suo intervento nel corso del Consiglio regionale odierno. «Abbiamo già superato l’incidenza che farebbe scattare la zona gialla, per il momento ci salvano i parametri ospedalieri, ma i dati sono in crescita. Le limitazioni arrivano quando il numero di ricoverati Covid supera il 10% del totale in Terapia intensiva e il 15% in area medica. Adesso siamo rispettivamente al 7% e all’8%, ma le proiezioni ci dicono che nel giro di una quindicina di giorni le cose potrebbero cambiare, se non portiamo la mascherina e non evitiamo gli assembramenti» il monito del presidente veneto.

Intanto oggi è scattata la zona gialla per il Friuli-Venezia Giulia, la prima regione ad introdurre, sempre da oggi, il super Green pass.

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«In zona gialla la mascherina torna a essere obbligatoria anche all’aperto, al ristorante la limitazione è di quattro persone sedute allo stesso tavolo e i cinema tornano ad avere una capienza del 50%. Se dovessimo andare in zona arancione, il super Green pass ci risparmierebbe le chiusure. Ma non in zona rossa, dove si chiude tutto: ci si arriva con il 20% di occupazione Covid in Rianimazione e con il 30% in area medica» ha concluso Zaia.

Le proiezioni dei matematici indicano che, entro metà dicembre, le Terapie intensive del Veneto raggiungeranno quota 150 degenti Covid, contro i 98 attuali. Lo ha detto questa mattina il presidente regionale Luca Zaia, all’inizio del Consiglio regionale convocato per la discussione del documento di economia e finanza regionale (Defr) e del bilancio regionale.

«Un bilancio da 17 miliardi e 117 milioni di euro sul quale inevitabilmente la pandemia ha pesato moltissimo, con 1 miliardo e 300 milioni soltanto di spese straordinarie» ha evidenziato il presidente di Regione. E la questione è tutt’altro che chiusa: «L’attività vaccinale sta proseguendo, in settimana annunceremo una riduzione delle prestazioni ospedaliere per far fronte all’impegno immane che ci è richiesto per la campagna vaccinale, ma anche per l’esecuzione dei tamponi».

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E poi c’è tutto il resto da portare avanti: «C’è la partita Milano-Cortina: 300 milioni di euro, totalmente finanziati, per la variante di Cortina, oltre ai 270 milioni per la variante di Longarone. Sono due progetti di cui vado particolarmente orgoglioso, insieme alla realizzazione di quello che vorremmo diventasse il carosello sciistico più grande del mondo, tra Cortina, Arabba e la Val Zolanda. E, tornando nell'area sanitaria, i 300 milioni stanziati per l’ospedale di Padova, che sarà contesto di cura e contesto di ricerca».

Tutti investimenti per spingere la ripartenza: «Dovremmo chiudere il 2021 con un aumento del Pil del 6.4%, contro il 6% nazionale, e anche i dati previsionali per il 2022 sono incoraggianti: +3.9% regionale contro il +2.8% nazionale. Il Covid ha messo a dura prova le nostre imprese, ma intorno a me c'è un’aria incoraggiante» dice Zaia.

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