Bertin, Confcommercio «Usare qualsiasi mezzo per salvare il Natale»

Bene il Green pass, anche super, e pure l’obbligo vaccinale «Dobbiamo tenere aperti i negozi e il turismo dello sci» 

VENEZIA

«Bene il Green pass, pure super, bene l’obbligo vaccinale e passi anche se i controlli toccano agli esercenti. Tutto pur di evitare una chiusura sotto Natale che farebbe strage di commercianti e imprese». A dirlo è il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin, ieri mattina Mestre per fare il punto su di un Natale che potrebbe offrire ottimi spunti per la ripresa ma su cui rimane sospesa la spada di Damocle della quarta ondata di Covid –19.


«L’associazione che rappresento deve tutelare gli imprenditori, i commercianti, gli operatori del turismo e dei servizi» sottolinea Bertin «Le imprese, certo, ma pure i lavoratori e quei consumatori che sono lavoratori o imprenditori a loro volta. Per questo oramai cadono tutti i distinguo e ci facciamo andare bene tutte le scelte e gli strumenti che il Governo intende adottare a tutela della popolazione e del tessuto economico e produttivo del territorio. E questo comprende anche i Green pass, i super Green pass, gli obblighi vaccinali e addirittura l’incombenza, per altro complicata e durissima da gestire, della verifica dei documenti vaccinali da parte di imprenditori e lavoratori dei servizi, della ristorazione e del commercio il cui mestiere è decisamente un altro. Lo dico senza polemica: siamo disposti a fare tutto il necessario per evitare chiusure, limitazioni alla mobilità delle persone o zone colorate durante il periodo dello shopping natalizio. Perché se queste dovessero verificarsi non mi stupirei che un’impresa su due chiudesse i battenti per sempre».

E Confcommercio offre anche qualche numero per capire l’entità del fenomeno: i prezzi al consumo crescono del 2,2% secondo dati Unioncamere Veneto tra gennaio e settembre 2021 (a fronte di una media del 3,4% a livello nazionale). L’occupazione cresce di oltre 3.700 unità nel commercio e di oltre 20 mila unità nel turismo mentre proprio in questo settore gli arrivi dei primi 9 mesi dell’anno (9,5 milioni) sono quasi i 22% in più del 2020 (ma ancora meno della metà del 2019).

«Il fatto è che i segnali in un certo modo sono positivi» spiega Bertin «e i nostri imprenditori, fino ad adesso, hanno affrontato gli aumenti dei costi dell’energia, del gas e delle materie prime assorbendone l’impatto senza scaricarli sui propri clienti. Questo per evitare un raffreddamento della propensione agli acquisti di una popolazione che per lunghi mesi ha risparmiato e che avrebbe voglia di spendere. Per farlo però la gente deve potere andare nei negozi, nei ristoranti o a fare qualche giorno sugli sci». La stagione dei distinguo, delle polemiche e delle incertezze, per il presidente di Confcommercio Veneto, è finita. «Non voglio neanche immaginare cosa potrebbe rappresentare una seconda stagione invernale che salta per il sistema montagna, per i negozianti, i ristoratori e così via» conclude Bertin. «Il Governo deve scongiurare questa ipotesi catastrofica, offrendo soluzioni concrete». —



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