La solidarietà nel carrello Così Despar ha coinvolto oltre un milione di clienti

Attraverso iniziative di micro donazione un aiuto per chi è in difficoltà «Cerchiamo di produrre un beneficio collettivo e non solo individuale» 

IL BILANCIO

Circa un milione di clienti coinvolti in attività di responsabilità sociale e la voglia di continuare a investire nel proprio ruolo di punto di riferimento per le comunità in cui è presente. Despar, forte di 248 punti vendita diretti, 323 affiliati e un fatturato 2020 che ha superato i due miliardi di euro, scommette sul proprio futuro con un gli occhi puntati alle comunità di riferimento.


«Una parte importante del mio lavoro è quella di leggere con attenzione il senso della presenza di Despar nei diversi territori» spiega Giovanni Taliana, direttore regionale Veneto di Aspiag Service, la concessionaria del marchio Despar per Triveneto ed Emilia Romagna. «Guardando le persone che entrano nei nostri supermercati, le loro esigenze di consumo, le modalità di relazione con il nostro personale, si scoprono aspetti unici di piccole comunità inserite in contesti più ampi e ciascun punto vendita acquista un carattere proprio, come il quartiere che lo ospita. È per questo che quando scegliamo di aprire un nuovo supermercato cerchiamo di studiare con attenzione, anche assieme alle pubbliche amministrazioni locali le esigenze di quell’area, lavorando per rispondere alle necessità di quelle comunità. Nel frattempo con progetti come Land of Venice, realizzato con l’aiuto della Regione Veneto e l’assessorato all’Agricoltura, lavoriamo per la valorizzazione delle produzioni locali, così da garantire prodotti sostenibili ai nostri consumatori nel frattempo dando forza a filiere locali che sono parte integrante delle comunità con cui noi interagiamo».

Sempre più di frequente Despar tende a muoversi, di concerto con le amministrazioni locali, anche per favorire, dove necessario, operazioni di riqualificazione urbana. I casi non mancano: dal restauro del Teatro Italia a Venezia e al punto vendita all’interno del frontone dell’ex foro boario in Prato della Valle a Padova. Entrambe le operazioni sono state strategiche per rendere possibile un azione di riqualificazione rimasta su carta per lunghi anni. «Nel nostro lavoro cerchiamo di fare in modo che l’azione di consumo possa produrre un beneficio collettivo e non solo individuale» spiega Taliana. «Lo facciamo tramite iniziative di raccolta fondi, di sensibilizzazione e di informazione che vedono i nostri clienti rispondere in modo estremamente attivo, confermando quell’attenzione al benessere degli altri che il nostro territorio ha dimostrato più volte».

Solo per la giornata della donna, a Pasqua 2020, nel pieno della pandemia, sono stati raccolti 178mila euro, frutto di 240.000 microdonazioni a favore di Casa Viola, una struttura di accoglienza per donne vittime di violenza. Durante il periodo di Natale dello stesso anno, sono stati invece raccolti per l’assistenza ai malati terminali di Advar 236mila euro, frutto di 393mila microdonazioni. A marzo 2021, sempre per la giornata della donna, i fondi raccolti – ancora per Casa Viola – hanno raggiunto i 261.287 euro, frutto di 386.885 microdonazioni. Ma la comunità dei consumatori di Despar ha risposto positivamente anche ad emergenze ed eventi eccezionali come il terremoto ad Amatrice, la tempesta Vaia, l’acqua alta di Venezia, il Covid a Vo. Sono stati raccolti centinaia di migliaia di euro ma anche donate mascherine chirurgiche e pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà.

«I nostri clienti sono estremamente sensibili alle emergenze e noi facciamo da catalizzatore della loro solidarietà» continua Taliana. «Ma come azienda crediamo fortemente anche nella diffusione delle buone pratiche e nella cultura del benessere: per questo già da 15 anni, con il progetto “Le Buone Abitudini”, andiamo nelle scuole per raccontare ai ragazzi e agli insegnati (fino ad ora ne abbiamo coinvolti 76 mila) il valore essenziale di un’alimentazione equilibrata». Per la stessa ragione, conclude, «abbiamo iniziato un percorso con le 7 questure del Veneto che prevede la diffusione di volantini e strumenti informativi per fare fronte ad alcune delle più gravi problematiche della società come la violenza sulle donne, il bullismo e il cyberbullismo e le dipendenze». —



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