Elisabetta da Cittadella, contadina in erba nella cascina senza smartphone

Elisabetta Omizzolo

La 16enne cittadellese tra i protagonisti del reality di Discovery+: “Temo le coccinelle e ho paura a raccogliere le uova, ma ci provo”

CITTADELLA. Un digiuno da Instagram per un mese, a contatto con pollame e zappe: Discovery+ lancia il docu-reality “Wild Teens – Contadini in erba”. Tra i protagonisti anche una liceale cittadellese, la sedicenne Elisabetta Omizzolo. «Sono felice che mia figlia partecipi, vorrei si disintossicasse dai social», dice mamma Chiara.

Con Elisabetta, altri undici teenagers vivranno l’esperienza del duro lavoro in fattoria: le sei puntate – disponibili su Discovery+ e da gennaio su Canale 9 – sono ambientate nella bucolica cornice delle Cascine Orsine, a Pavia. «Sarà a contatto con la terra, lontana dagli agi del nostro tempo», aggiunge papà Alessandro. La giovanissima – che frequenta il secondo anno del liceo delle Scienze umane Florence Nightingale a Castelfranco – passerà un mese sotto la guida del fattore Andrea Gherpelli, in un costante blackout social.

Lei e i suoi colleghi dovranno fare a meno di amici e comfort, ma soprattutto dovranno privarsi dello smartphone, l’estensione simbiotica della mano degli adolescenti, e non solo. Le regole di ingaggio sono toste: svegliarsi all’alba, occuparsi degli animali, zappare la terra e fare tutto ciò che serve per gestire una fattoria con l’obiettivo di crescere e responsabilizzarsi per riuscire a mandare avanti, in autonomia, un’azienda agricola. Chi si adatterà meglio vincerà un viaggio. Figlia unica, Elisabetta ha un piglio piccante, di sé dice che «non sa definirsi».

Bella, sorridente, spigliata, non è fidanzata perché «nessuno mi vuole, sono insopportabile». Nel video di presentazione per la tv spiega di essere una che pone domande di senso, esistenziali: «Che scopo abbiamo nella vita? Esiste una vita parallela?». Purtroppo nessuno le risponde. Secondo papà Alessandro la figlia vive un mondo fatato, mamma Chiara osserva: «L’ho sempre tenuta sotto una campana di vetro, vorrei spiccasse il volo». Cittadella ha radici contadine, ma Elisabetta è figlia del secolo digitale perciò l’ipotesi agreste non la entusiasma: «Mi fanno schifo le coccinelle e ho paura di dover prendere le uova alle galline». Ma ci prova, attirata dall’esperienza in tivù: «Sono strana, ma speciale».

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