Covid, impennata dei contagi: il Veneto tra le quattro regioni più a rischio

Rapporto Altems basato su cinque fattori impattanti l’andamento dell’epidemia: la proporzione dei nuovi positivi tra i testati, l’incidenza dei contagi, lo stress sulle terapie intensive, la mortalità e la proporzione di popolazione non vaccinata

VENEZIA. Contagi in ripresa e quattro regioni più a rischio: Friuli-Venezia-Giulia, Veneto, Umbria ed Emilia-Romagna. E' quanto risulta dal report settimanale sul Covid-19 di Altems (Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica, facoltà di economia, campus di Roma), che parla di un «fine ottobre rosso». «L’indice epidemico composito (IEC) elaborato da Altems - afferma il professor Americo Cicchetti, direttore della scuola - mostra nuovi elementi di preoccupazione per la ripresa della pandemia».

Quattro, come detto, le Regioni a rischio sulla base di cinque fattori impattanti l'andamento dell'epidemia: la proporzione dei nuovi positivi tra i testati, l'incidenza dei contagi, lo stress sulle terapie intensive, la mortalità e la proporzione di popolazione non vaccinata.

Per quanto riguarda i vaccini, a livello nazionale si registrano le seguenti percentuali di somministrazioni delle prime dosi per le fasce di età considerate: 12-19 anni (70%), 20-49 anni (81%), 50-69 (85%), 70-79 (90%), over 80 anni (93%).

La media nazionale (che considera la fascia di età maggiore di 12 anni) è pari all'83%.

La settimana appena trascorsa, poi, evidenzia un aumento dell'incidenza settimanale (nuovi casi sulla popolazione), registrando un valore nazionale pari a 37 ogni 100.000 residenti (in aumento rispetto ai dati del 18/10, quando era pari a 25).

Il rapporto Altems prende anche in considerazione, letalità (rapporto decessi su positivi) e mortalità (decessi su popolazione). Per la letalità, il dato più elevato si registra in Sardegna (5,15 x 1.000) e in Friuli-Venezia Giulia (pari a 5,13 x 1.000); per la mortalità, a livello nazionale, è pari a 0,36 in leggero calo rispetto ai dati del 18/10 (0,39 x 1.000).

Il dato più elevato si registra in Friuli-Venezia Giulia al 0,75 seguito da Sicilia al 0,70 e Lazio 0,59.

Infine, l'indice di positività al test registra un valore massimo dell'14,96% in Veneto e del 13,85% in Emilia-Romagna.

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