Oggi si prescrive uno dei reati Il pm: un fallimento dello Stato

TREVISO

«Un fallimento dello Stato». Non usa mezzi termini il procuratore facente funzioni, Massimo De Bortoli, per definire il filone del processo che vede l’ex numero uno di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, alla sbarra per i reati di aggiotaggio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza di Consob e Banca d’Italia. Oggi, all’indomani della diciannovesima udienza, cade in prescrizione il reato di aggiotaggio bancario contestato a Consoli perché, secondo quanto ipotizza la procura, poneva in essere «artifici idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni di Veneto Banca», strumento finanziario non quotato che «transitavano da un valore di 21,25 euro nel 2004 ad un valore di 40,75 euro nel 2013 e che venivano poi rivalutate in sede di liquidazione dei soci in recesso (dicembre 2015) per un valore di 7,3 euro».


Si poteva fare prima? «Se avessimo avuto più risorse, se non avessi dovuto fare per più di un anno il procuratore facente funzioni, se avessimo avuto più personale amministrativo, più magistrati». Per evitare altre prescrizioni? «Potenziare. Siamo dieci sostituti su tredici, non c’è il procuratore, siamo un tribunale piccolo, anche come giudici, che sono troppo pochi e fanno i salti mortali: per Veneto Banca hanno rinviato processi al 2023. Non si fanno le nozze con i fichi secchi. Ho chiesto a febbraio due posti di sostituto procuratore, perché non abbiamo l’aggiunto che ci spettava di diritto, e all’ultimo minuto lo hanno dato a Venezia, che ne ha tre. Siamo stati bistrattati».

Stessa lunghezza d’onda l’avvocato Luigi Fadalti, che al processo in corso a Consoli rappresenta centinaia di ex risparmiatori: «È indubbio che questo processo sia un fallimento dello Stato. E anche oggi lancio un accorato appello al Tribunale perché organizzi meglio le udienze. Vorrei capire, dei testimoni sfilati, quanti anche questa volta hanno detto cose utili, hanno tutti lavorato in Veneto Banca a loro insaputa».

Incombe anche una seconda prescrizione, quella sul “falso in prospetto”. «Ce la possiamo fare solo se diamo un impulso al processo. Ci sono testi che non verranno mai e non sono coercibili, non ho mai visto una tale rassegna di impegni e impedimenti come in questo processo. In altri anni gloriosi, i processi della Mala del Brenta sono stati fatti, i testimoni venivano, qui sono tutti “impediti”». — © RIPRODUZIONE RISERVATA

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