Logistica, intesa veneta contro lo sfruttamento «Pesano due assenze»

Regione, categorie e parti sociali siglano un accordo per promuovere la legalità Basso (Cgil): «Mancano all’appello Federdistribuzione e le sigle di Confindustria»

Riccardo Sandre / VENEZIA

Stop ai finanziamenti per le aziende che non rispettano le regole. Questo uno dei punti salienti del protocollo firmato dalla Regione Veneto con le parti sociali per affrontare le criticità del settore della logistica in Veneto. Si tratta di uno dei comparti a maggiore intensità di lavoro (secondo dati Istat il Italia nel 2020 erano 1,13 milioni i lavoratori attivi) ed in cui lo sfruttamento, la presenza del caporalato e del lavoro nero, ma pure dell’evasione contributiva e fiscale sono storicamente più presenti.


«Troppe volte la logistica è associata a fenomeni di illegalità sfruttamento e concorrenza sleale» spiega Elena Donazzan, assessore regionale al Lavoro. «Per questo abbiamo scelto di mettere in campo un sistema di strumenti che vanno da un comitato di indirizzo che segua gli eventi, fino ad un monitoraggio affidato a Veneto Lavoro passando per politiche che premino le imprese che hanno sottoscritto questo protocollo». Ma tra le azioni concrete che verranno messe in campo per la progressiva normalizzazione di uno dei settori più interessati dall’evoluzione digitale del commercio e delle relazioni sociali c’è l’impegno della Regione ad attivarsi anche con percorsi di informazione e formazione per i lavoratori.

«La logistica è stata funestata per anni dallo sfruttamento, a tratti anche violento, di persone che avevano spesso una consapevolezza molto parziale dei loro diritti, da fenomeni di illegalità diffusa, di evasione dei contributi e delle tasse, da un sistema di aziende che aprono e chiudono i battenti al solo scopo di non pagare quanto dovuto ai lavoratori e allo Stato» spiega Tiziana Basso membro della segreteria regionale della Cgil, firmataria del protocollo. «Con questo primo documento, intendiamo attivare un percorso che possa trasformare uno dei lavori più critici dei nostri tempi in un “buon lavoro” che possa garantire a chi vi si trova immerso salari e diritti congrui e rispettosi della dignità del lavoro».

Un protocollo firmato ieri nella sede di Veneto Lavoro a Mestre da un nutrito ma non esaustivo ventaglio di associazioni datoriali e sindacali. Ieri erano presenti infatti i rappresentanti di Confcommercio Veneto, Confapi Veneto, Cna Veneto, Confartigianato Veneto, Legacoop Veneto, Confcooperative Veneto, Fai Trasportatori, Cgil, Cisl e Uil del Veneto. Gradi assenti sono state invece le sigle della logistica di Confindustria, che pure hanno firmato il Contratto nazionale della Logistica, Federistribuzione e i sindacati di base, spesso fortemente rappresentativi in alcune aziende del settore. «Si tratta di un’occasione persa per iniziare insieme un percorso di legalità» continua Basso. «L’assenza di Federdistribuzione e delle sigle della logistica di Confindustria regionale, colpiscono perché non sono pochi i lavoratori di aziende iscritte a queste sigle ma pure perché la dura vertenzialità che in questi anni ha caratterizzato ogni cambio di appalto non ha risparmiato neppure queste realtà. Credo che sia impossibile non condividere i presupporti di base di questo accordo, che parlano di dignità del lavoro e di rispetto della legge. Spero che chi non c'era oggi voglia cambiare idea e intraprendere un cammino di legalità che è per il bene di tutti». —

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