«Antifascismo, lavoro, giustizia» In cinquemila dal Veneto a Roma

Domani all’alba la partenza. La Cgil: violenza nera non più tollerabile. L’appello a istituzioni e partiti

VENEZIA

A bordo dei pullman, sui treni ordinari e speciali, in auto: saranno oltre 5 mila le donne e gli uomini che domani partiranno all’alba dal Veneto per partecipare alla manifestazione “Mai più fascismi” indetta a Roma da Cgil, Cisl e Uil. È la reazione, unitaria, all’assalto alla sede nazionale della Cgil guidato da gruppi neofasciste una settimana fa nell’ambito di una manifestazione No Vax contro l’obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro.


«Un attentato non solo al più importante sindacato italiano, ma all’intero sistema democratico; un attacco senza precedenti nella storia repubblicana», afferma in una nota il sindacato rosso «non si è trattato di un crimine estemporaneo, ma dell’apice di un’escalation che proprio qui in Veneto aveva preso di mira la Cgil, con le minacce e le intimidazioni che avevano colpito le Camere del Lavoro di Padova, Verona, Venezia e la stessa sede regionale. Ancor prima, durante la pandemia, erano state prese di mira le donne del sindacato, con incursioni violente in diversi webinar organizzati sui temi civili e sociali che ci stanno da sempre a cuore. È quindi naturale che la partecipazione dal nostro territorio sia così massiccia».

Ma quale sarà, aldilà della testimonianza, il messaggio “politico” della manifestazione in piazza San Giovanni? «Sarà semplice e chiaro: le organizzazioni che si rifanno all’ideologia fascista e nazista vanno sciolte, perché incompatibili con la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, e perché non hanno diritto di cittadinanza in un paese civile. Farlo però non basta, vanno recisi anche i rapporti che ancora legano questi soggetti e movimenti a partiti istituzionali, che siedono in Parlamento e che non possono, nel 2021, coltivare ambiguità sull’antifascismo. Anche su questo aspetto il Veneto ha le sue problematicità, visto che alcuni esponenti di quel mondo siedono addirittura nei consigli comunali di importanti città e, non di rado, fanno anche parte delle maggioranze che le guidano. È il momento di dire basta».

Non è tutto. La Cgil guarda alle radici di un disagio sociale nel quale l’estremismo violento attinge consenso: «La manifestazione di Roma si pone anche l’obiettivo di rimettere al centro del dibattito pubblico la giustizia sociale, senza la quale la destra eversiva troverà sempre benzina sufficiente ad appiccare il fuoco. Abbiamo ricevuto tanti attestati di solidarietà, non possiamo che esprimere gratitudine a tutte e a tutti ma il sindacato va anche ascoltato, soprattutto quando si assumono decisioni che incidono sulla carne viva delle persone che rappresenta».

L’appello finale dell’organizzazione sindacale alle istituzioni e ai partiti democratici: «La politica, a cominciare dal governo, deve dare risposte urgenti sulle questioni cruciali quali lavoro e giustizia fiscale. E deve farlo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori e non contro di loro. È questa la risposta migliore a chi pensa di approfittare della crisi sanitaria ed economica che affligge il Paese per mettere in discussione la nostra democrazia». —



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