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I medici contro la violenza in piazza: «Il virus uccide: non lo si vince con le spranghe, ma col Green pass»

Il mondo medico insorge contro le violenze in piazza. Il duro post del chirurgo Gringeri e l’appello ai contrari

PADOVA. «Il Covid uccide, divide, ma seminare odio e violenza non è certo l’arma migliore per sconfiggere il virus». Lo stop alla violenza, stavolta, arriva dal mondo medico. Alla luce dei vergognosi fatti di Roma, il professor Enrico Gringeri, docente della Scuola medica padovana in Chirurgia generale e chirurgo dell’équipe di Chirurgia epatobiliare dell’Azienda Ospedale Università di Padova, interviene sulla sua pagina Facebook.

Da medico e da persona che conosce bene gli effetti della pandemia, soprattutto dal punto di vista sanitario, si schiera contro ogni forma di odio. Invita a non mettersi gli uni contro gli altri ma a non perdere di vista l’obbiettivo comune: vincere il virus.

«Credo che la violenza non sia meglio del Green pass. Chi esce di casa con una spranga per fare una manifestazione pacifica credo debba prima fare pace con sé stesso. Accettare opinioni diverse è sinonimo di intelligenza usarle per trasformarle in odio e violenza è sinonimo di ignoranza. E per questo purtroppo non c’è un vaccino», scrive il medico dopo aver fatto una lucida analisi a partire dalla data fatidica dell’undici marzo 2020 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara la pandemia da Sars-CoV-2

«Le nostre abitudini cambiano, i nostri rapporti quotidiani cambiano, la nostra vita cambia. Improvvisamente le strade si svuotano, gli ospedali si affollano. Si contano i primi morti. Familiarizziamo con grafici, curve, percentuali. Diventiamo improvvisamente esperti virologi e sogniamo un vaccino che ci salverà».

Intanto il virus continua a uccidere. «Uccide i progetti, la libertà, la dignità, la didattica, il lavoro, l’economia. E uccide i nostri affetti». Poi finalmente arriva il tanto atteso vaccino. Ma non basta. «Il mondo si spacca, la società si divide. Vaccino SI, Vaccino NO. Ci sono i favorevoli, ci sono gli indecisi e ci sono i negazionisti». Ma in mezzo, sottolinea il professor Gringeri, c’è una sola verità: «Si chiama Evidence Based Medicine, è la Medicina Basata sulle Evidenze. Le evidenze derivano dai risultati della ricerca basati sulla raccolta sistematica di dati ottenuti da una sperimentazione o dall’osservazione. È scienza». Ma neppure questo basta. «Il virus muta, continua a uccidere. Il virus muta e muta il suo obiettivo. Ci pone gli uni contro gli altri. Ci rende cattivi, deboli, indecisi, avviliti, agguerriti. Il virus semina odio e in alcuni casi anche violenza». Violenza che non è solo quella dei neofascisti a Roma. È anche quella contro i medici. «Aggredire fisicamente medici e infermieri nello svolgimento della loro professione a servizio del cittadino vuol dire aver superato ogni limite».

L’appello: «Ai favorevoli chiedo di non promuovere comportamenti discriminatori nei confronti di chi ha idee opposte. Agli indecisi di ragionare seguendo le evidenze scientifiche. Ai contrari di non animare sentimenti di odio e violenza contro chi cerca di sconfiggere il vero nemico. Non combattiamo l’unica arma che abbiamo per sconfiggere questo virus, combattiamo il virus. Aver utilizzato un “mezzuccio”, come qualcuno ha definito il Green pass, è ciò che ci sta consentendo di riprendere la nostra vita e di liberare posti letto in ospedale per pazienti che devono essere operati»

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