«Necessari i comitati di valutazione paritetici»

padova

«La cosa che fa più rabbia è che le cause degli incidenti sul lavoro sono sempre le stesse da decenni a questa parte e i nostri sforzi, che pure vedono risultati importanti non sono ancora sufficienti a invertire la curva delle morti bianche». A dirlo il responsabile della sicurezza della Cgil del Veneto Giovanni Simioni. «Rivendichiamo con orgoglio la riduzione nell’arco degli ultimi 20 anni degli infortuni sul lavoro» dice il sindacalista. «Si tratta di un risultato importante frutto di un lavoro costante, e tuttavia non possiamo non registrare che nel frattempo il numero dei morti non è calato affatto in Veneto».


Oltre alla piaga delle manomissioni dei dispositivi di sicurezza sui macchinari, anche l’aumento dei carichi di lavoro, l’aumento dell’età media dei lavoratori e i fenomeni climatici come il caldo estivo sono elementi che acuiscono il rischio per la salute. «Ancora oggi i datori di lavoro tolgono le sicure alle macchine per accelerare la produzione» spiega Simioni «e spesso prima che un incidente grave abbia luogo si registrano svariate segnalazioni da parte dei lavoratori».

Secondo il sindacalista tuttavia gli strumenti per progredire nella cultura della sicurezza ci sono. «Durante l’emergenza Covid si sono formati dei comitati paritetici» conclude. «Se questi fossero usati per una valutazione serena e competente dei rischi per i lavoratori le cose andrebbero meglio». —





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