Le notti insonni al cellulare dei ragazzi-vampiri

Studio su una scuola superiore di Conegliano: uno studente su tre non si stacca mai dal web e sviluppa dipendenza

TREVISO

Un ragazzo su tre resta incollato sul web fino all’una, uno su venti non riesce a staccare il cellulare o spegnere la serie tivù prima dell’alba. Li chiamano “ragazzi vampiri” e a documentare il fenomeno in provincia di Treviso, peggiorato con il lockdown e le successive restrizioni, è lo studio presentato qualche giorno fa all’ospedale di Mestre e intitolato “Svegli la notte”, a cura della professoressa Maria Serena, che ha somministrato a 367 alunni dell’Istituto Da Collo di Conegliano un questionario volontario.


Il test conferma che il “vamping”, la pratica di rimanere svegli per navigare su Internet, è largamente diffuso e nel 35,7% degli intervistati (131 ragazzi) genera insonnia e rischia di sfociare in una dipendenza da device. «Questo approfondimento nasce da una discussione in classe sul vamping che ha portato 18 miei alunni su 43 a descrivere in un tema di avere un rapporto “distorto” con le nuove tecnologie» spiega Serena. Il campione preso in considerazione è formato da 317 ragazze e 50 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni degli indirizzi professionali turistico e linguistico. Il 18% degli interpellati dichiara di trascorrere sul web ben 15 ore al giorno e, prendendo in considerazione la fascia oraria del dopocena, l’utilizzo di smartphone e pc vede il 17,2% connesso per più di 3 ore tra le 21 e le 24, il 43,6% per 2 ore e 30,8% per un’ora.

«Nella consapevolezza di avere un problema gli intervistati si dividono: i maschi difendono il vamping, lo considerano bello ed eccitante, prevale il senso di appartenenza al gruppo, vengono apprezzati i giochi che energizzano e quindi si minimizza la difficoltà a prendere sonno. Nelle ragazze, invece, emerge in maniera più marcata la sensazione di essere finite dentro a un meccanismo che non riescono più a controllare» spiega la docente. Il risultato è che un giovane su 4 dorme meno di 5 ore e uno su 10 meno di 3 ore.

La rete viene considerata un rifugio contro noia, solitudine, tristezza e mancanza di stanchezza. Nella maggior parte dei casi le famiglie restano all’oscuro di tutto: la metà dei genitori non conosce il disagio dei figli. «Hanno la sensazione che siano al sicuro nella loro cameretta, fisicamente protetti ma non al riparto dalle insidie della rete, non solo violenza e pornografia ma anche cyberbullismo e giochi social che generano meccanismi perversi a colpi di like. In questi casi non si torna a casa con l’occhio nero ma le ferite interne sono tutte da indagare» sottolinea l’insegnante.

Scambiare la notte per il giorno incide sul rendimento scolastico e nella capacità di relazionarsi. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Funerale Del Vecchio, gli abbracci della famiglia e la partenza della salma tra gli applausi

Bruschette integrali con fagioli e zucchine marinate

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi