Ecco Lifelab, all’istituto di ricerca pediatrica di Padova cento ricercatori per creare la fabbrica degli organi

Lifelab dal 2019 incrocia a Padova conoscenze e professionalità: ottiene risultati innovativi e punta alla conferma fino al 2024. La sfida è rigenerare un cuore inevitabilmente danneggiato dopo venti minuti di inattività. Questo studio che comporterebbe una svolta importante nei trapianti di cuore lo stanno conducendo i ricercatori. La loro testimonianza al Festival della Salute di Padova martedì 28 settembre

PADOVA. Ventuno gruppi di ricerca guidati dai più prestigiosi medici dell’Azienda Ospedale Università di Padova e composti da un totale di cento ricercatori, tutti giovani e particolarmente promettenti. Sono gli ingredienti del super centro di ricerca LIFELAB, aperto nel 2019 nella Torre della Ricerca di corso Stati Uniti e oggi un’eccellenza nella medicina rigenerativa.

Acronimo di Living innovative fully engineered long lasting and advanced bioreplacement, Lifelab è una vera fucina di talenti. Ci sono ricercatori di diverse discipline: medici, fisici, ingegneri e biologi. Cervelli che lavorano in sinergia alimentando non solo una continua contaminazione tra diverse specialità, ma anche un’integrazione che si traduce in un risparmio di tempo, tecnologia e soldi e allo stesso modo in un moltiplicatore di risultati.

Gli ambiti di lavoro sono l’ingegneria cellulare, l’ingegneria dei tessuti e degli organi e materiali: si va quindi dalla ricerca sulla terapia genica, alla realizzazione di sostituti biomimetici di tessuti e organi sviluppati in laboratorio fino allo sviluppo di organi artificiali. Il direttore scientifico è il professor Gino Gerosa, direttore della Clinica di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Poi ci sono i luminari di diverse specialità a cui è affidato il coordinamento dei gruppi di ricerca. Per citarne alcuni il professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia epatobiliare e dei trapianti, il professor Federico Rea, direttore della Chirurgia Toracica, il professor Paolo Rigotti, responsabile del Centro trapianti di rene.

Ma è al professor Gerosa che si deve la paternità del progetto, finanziato con 3,5 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Veneto per il primo biennio di vita del mega laboratorio e 1,7 milioni di euro aggiunti dall’Università di Padova. Alla fine di quest’anno si arriverà al termine della missione originale che potrebbe però proseguire grazie a nuovi finanziamenti assicurando così continuità al progetto. Una partita che si giocherà su tavoli scientifici e politici, da oggi a dicembre.

Lifelab, medicina del futuro, apre gli orizzonti a quelle che sono le prospettive terapeutiche di medicina rigenerativa per l’insufficienza d’organo.

Focus di tutto la ricerca. La stessa che in passato ha portato un gruppo di ricercatori, guidato dal professor Gerosa, a produrre le valvole cardiache decellularizzate, tecnologia che è stata donata alla Banca dei tessuti di Treviso. Una delle mission principali di Lifelab è arrivare a creare interi organi decellularizzati, come il rene, il fegato e il pancreas. Insomma, una “fabbrica degli organi” guidata da una macchina con più motori, i ricercatori, dove tutti spingono verso la medesima direzione e dove i risultati vengono condivisi tanto quanto gli spazi e le strumentazioni. In pratica quando un gruppo di ricerca mette a punto una scoperta la condivide con gli altri, creando una trasversalità sistematica del lavoro e dei progressi in laboratorio.

Al progetto partecipano 7 dipartimenti: le Scienze Cardio-toraco-vascolari e Sanità pubblica, Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche, Ingegneria industriale, Neuroscienze, Salute della donna e del bambino, Medicina. Non c’è un centro in Italia e in Europa così eterogeneo per professionalità e competenze. Un centro dove si passa dal banco di ricerca al letto del paziente.

Per fare un esempio concreto di quello che fanno i ricercatori di questo laboratorio d’eccellenza, uno degli ultimi studi riguarda la rigenerazione del cuore. Il trapianto di cuore in Italia oggi viene eseguito a cuore battente e cioè l’organo viene preso da pazienti che sono andati incontro a morte celebrale. Non si fanno trapianti a cuore fermo. La morte cardiaca nel nostro Paese viene decretata dopo venti minuti di elettrocardiogramma piatto.

La sfida è rigenerare un cuore inevitabilmente danneggiato dopo venti minuti di inattività. Questo studio che comporterebbe una svolta importante nei trapianti di cuore lo stanno conducendo i ricercatori di Lifelab.

Ed è solo un esempio perché come si può pensare di rigenerare un cuore così si può fare con tanti altri organi.

La testimonianza dei ricercatori al Festival della Salute di Padova martedì 28 settembre, ecco come partecipare all’evento.

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COME PARTECIPARE

I posti in presenza vanno prenotati, streaming libero

La tappa padovana del Festival di Salute sarà un evento misto, in presenza e in streaming.

Per seguirlo in streaming, ovunque voi siate, vi basterà collegarvi con i nostri siti: il mattino di Padova, la tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre o il Corriere delle Alpi.

Ci saranno i digital talk alle 10 e alle 12 (qui presente anche Roberto Burioni) e la diretta vera e propria, a partire dalle 17.30

Per essere presenti al Palazzo della Ragione (posti limitati a esaurimento, obbligo di Green Pass e mascherina) dovete registrarvi sulla piattaforma raggiungibile all’indirizzo: https://eventi-live.gedidigital.it/

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