La mia parola veneta preferita è… In edicola con il nostro giornale il libro del momento

I veneti tra àreo, folpi e stampi dee martondee: un mini manuale per giocare con l’influencer vicentino Andreas Ronco tra social e tradizione. In allegato al nostro giornale

«Àreo.... Come il radicchio spadone, nasce a Treviso, ma è sulla bocca di tutta la regione. E vuol dire “guarda” ovvero un’esortazione, un richiamo, un’esclamazione di gioia a seconda di come la si accompagna». Parola dell’influencer vicentino Andreas Ronco, autore del libro “La mia parola veneta preferita è...”, in edicola con il nostro quotidiano a 7,90 euro più il prezzo del giornale. Una carrellata nei termini più curiosi del dialetto regionale - o è una lingua? Il dibattito è sempre aperto - nelle sue svariate declinazioni.

Se il mondo dei social network e degli influencer si scontra con la tradizione più radicata, il risultato può essere un successo: in Veneto sono molti i portali e seguitissimi i personaggi che propongono contenuti in dialetto, spesso ironici e pieni di bonario campanilismo, oppure riguardanti le curiosità e la storia della regione.

Il più gettonato è Il Veneto Imbruttito, online dal 2017 da un’idea proprio di Andreas Ronco e attualmente detentore di oltre 600 mila follower totali tra i vari canali, ottenuti grazie ai contenuti ad ampio raggio che spaziano dall’umorismo alla promozione di eventi e turismo nel territorio, dai reportage giornalistici e le interviste alle cover “tradotte” delle hit del momento.

Nella pagina Facebook in particolare sono spesso gli utenti a venire coinvolti rispondendo a domande sulla propria città o parlata. Il post che ha ricevuto più interazioni risale ad aprile 2021 e chiedeva la parola veneta preferita dagli utenti. Gli oltre 80 mila commenti, per la maggior parte esilaranti, hanno dato vita a una raccolta di termini ed espressioni su carta stampa: “La mia parola veneta preferita è…”, pubblicato dalla trevigiana Editoriale Programma, include le parole e le frasi più irriverenti e rappresentative suggerite dai veneti e spiegate da Ronco nel modo divertente e semplice che lo contraddistingue.

Dagli intercalari dei nonni alle esclamazioni evergreen e intraducibili, dall’acqua dei folpi che ha compromesso più vite del samoro nero all’introvabile stampo dee martondee, vi si ritrova lo spirito più ruspante e genuino dei veneti, quelli che Ronco stesso descrive con la “V” maiuscola e un affetto sconfinato. L’obiettivo più ambizioso, specificato dall’autore nell’introduzione, è far diventare questo volume “un buon veicolo per diffondere sempre di più la nostra magnifica cultura”.

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