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Brunetta ritorna a Venezia e rivede la sua vecchia palestra: «Un’emozione, giocavo a basket»

E’ quasi commosso il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta quando sale sul palco del Festival dell’Innovazione a Venezia: «Da Roma lavoro per la mia città»

Alberto Vitucci

VENEZIA. «Mi sono davvero emozionato a entrare qui dentro dopo 40 anni. Ci venivo a fare ginnastica. E’ un luogo bellissimo, tornato a vivere. Me lo ricordo come un magazzino polveroso e abbandonato».

E’ quasi commosso il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta quando sale sul palco del Festival dell’Innovazione organizzato da «Il Foglio».

Il convegno si svolge al piano terra della Misericordia, la Scuola Grande opera di Jacopo Sansovino che il sindaco Luigi Brugnaro ha in ...

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VENEZIA. «Mi sono davvero emozionato a entrare qui dentro dopo 40 anni. Ci venivo a fare ginnastica. E’ un luogo bellissimo, tornato a vivere. Me lo ricordo come un magazzino polveroso e abbandonato».

E’ quasi commosso il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta quando sale sul palco del Festival dell’Innovazione organizzato da «Il Foglio».

Il convegno si svolge al piano terra della Misericordia, la Scuola Grande opera di Jacopo Sansovino che il sindaco Luigi Brugnaro ha in concessione e ha restaurato con la sua Umana.

Alla fine dell’intervento gli regalano un pallone da gara. Brunetta esce in fondamenta e palleggia. «Giocavo, eh...?! Non ci credete? Ero bravetto a palleggiare lungo il campo, a fare i passaggi. Poi quando era il momento di tirare veniva il difficile».

Poi chiede di visitare anche il secondo piano. Dove si facevano le partite di serie A fino agli anni Settanta. Pubblico stipato sui finestroni e a bordo campo della «chiesa», come la chiamavano le squadre ospiti. Affreschi sbiaditi che adesso hanno ritrovato il loro antico splendore. «Un bel restauro», dice.

Per un lui è un ritorno a casa. «Vengo da Cannaregio», ripete sempre, «mio padre faceva l’ambulante. E’ bello tornare nella mia città».

Il ministro racconta delle ultime decisioni del governo. Il Green Pass, i vaccini, l’economia. «Se funziona la strategia significa riaprire. Noi viaggiamo verso il 7 per cento del Pil. Nella Pubblica amministrazione avremo concorsi e nuovi posti di lavoro, con un rimpiazzo fisiologico di 100-110 mila posti di lavoro l’anno legati al Pnrr. E un nuovo contratto per lo smart-working, un contratto parallelo a quello esistente.

Poi parla di Venezia. «Mi sto occupando della mia città pur non essendo a Venezia», continua. L’altra sera l’approvazione del progetto per il treno all’aeroporto. Polemiche e diversità di vedute sul tracciato e l’impatto ambientale. «Alla fine abbiamo trovato una soluzione buona». dice, «l’impatto è stato diminuito. Ho apprezzato molto la competenza del ministro delle Infrastrutture e anche la correttezza istituzionale del ministro Franceschini, che ha sollevato il problema della tutela». Brunetta parla a lungo con il sindaco Brugnaro, poi con il suo segretario di Forza Italia nel Veneto, l’assessore al Bilancio Michele Zuin. Promette novità per la salvaguardia, con il varo della nuova Autorità della laguna. Dopo il decreto sulle grandi navi, l’esclusione delle navi incompatibili dalla laguna e il via libera alle alternative di Marghera, in attesa del terminal off shore. Brunetta è in grande sintonia con il premier Mario Draghi, economista come lui. Ieri ha ribadito la sua vicinanza all’amministrazione della città. E alla fine è uscito con il pallone da basket in mano. Mi hanno promesso che faremo una partita. Invitiamo anche Zuin che è forte...»