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Zaia: «Pedemontana, con i primi pedaggi si abbasseranno le tariffe future»

Il presidente della Regione incontra gli imprenditori. «La metro di superficie? Dopo, ora mancano le risorse»

TREVISO. I proventi dei pedaggi della Pedemontana, in surplus sui ricavi programmati, saranno dirottati sull’abbattimento delle tariffe. Lo ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia, incontrando al Cerletti di Conegliano, a porte chiuse, una ventina di imprenditori con l’aggiunta di un’altra quarantina a distanza, tutti convocati dall’associazione Ambrosetti.

Zaia, fra l’altro, ha confermato che gli ultimi tratti della stessa Pedemontana saranno aperti entro fine anno. E che, invece, resteranno da completare gli svincoli con l’A27, da una parte, e con l’A4, dall’altra.

Il governatore ha fatto il punto sulla lotta al Covid, invitando ancora una volta alla vaccinazione ma dichiarandosi contrario all’obbligo. Ha relazionato sull’impasse del processo verso l’autonomia, assicurando però che «ora si riprende» e che le Regioni interessate, a partire dal Veneto, lo faranno "senza sconti" verso il Governo. Ha relazionato sulle Colline Unesco del Prosecco, sulle Olimpiadi di Cortina che vanno colte da tutta l’imprenditoria veneta come un’opportunità da non perdere per lo sviluppo della regione.

Si è soffermato, pertanto, sulle infrastrutture ancora necessarie. A chi gli ha chiesto se la metropolitana di superficie ha un futuro, Zaia ha specificato che al momento mancano le risorse. Come peraltro mancano per la circonvallazione olimpica di Cortina. Gli imprenditori presenti gli hanno posto precise domande sui possibili sviluppi dell’economia veneta, alla luce, però, delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. Zaia ha risposto osservando che «la prospettiva è di crescite importanti del Pil, per il Veneto sicuramente a due cifre», sempre chè, ha specificato, non arrivino sorprese dalla pandemia.

«La nostra economia sta andando in direzione del recupero, e anche oltre, del tempo perso. E' ormai trascorsa una ventina di mesi dall'inizio della pandemia e credo che il peggio ce lo siamo lasciati alle spalle, anche se occorre non abbassare la guardia ed andare avanti. La grande preoccupazione, piuttosto - ha detto ancora - è per il costo delle materie prime che è oggi il vero problema sui mercati».

Prima di entrare al Cerletti a Zaia è stato chiesto se la ripresa sarà con l’occupazione oppure no. «Un incremento dei posti di lavoro ci sarà» ha detto, «sento imprese che chiedono di poter assumere e hanno difficoltà a trovare persone. Se me lo dice unm singolo, posso pensare che sia una voce fuori dal coro, se lo fanno due o tre anche, ma ormai il leit motiv fra le imprese è la ricerca di lavoratori da inserire in organico».

Tra gli imprenditori presenti, il presidente della Save Enrico Marchi, Gianluca Bisol, dell’omonima azienda vinicola, Gian Angelo bellati, presidente di Longarone Fiere. A margine dei lavori, Marchi non ha nascosto la sua soddisfazione per la ripartenza dell’aeroporto Canova di Treviso. «Le novità sono positive perché il traffico sta andando molto bene. È tornata la vita e questo è molto importante perché il periodo in cui è stato chiuso ha fatto capire quanto importante sia l’aeroporto». Alla domanda se cambierà il rapporto con l’aeroporto di Venezia in termini di cargo o di trasporto passeggeri low cost. Marchi ha detto di no. «Treviso è chiaramente la base di Ryanair. Abbiamo poi degli altri vettori però il traffico rimarrà concentrato su molte destinazioni che le compagnie low cost hanno, in particolare Ryanair».

Marchi ha ribadito al sindaco di Treviso, Mario Conte, un impegno forte per far crescere l’infrastruttura aeroportuale. Quanto al numero di voli sul Canova, il presidente ha ricordato che nel 2019 eravamo arrivati al break even. «Quello che è importa non è solo il break even ma è di poter dare un servizio adeguato, con tutte le garanzie sia da un punto di vista ambientale che dal punto di vista dei cittadini. Naturalmente, qualche disagio è evidente, chi si è fatto la casa vicino all’aeroporto lo sa. Detto questo, la tecnologia ci viene incontro perché gli aerei sono sempre meno rumorosi, meno impattanti. Si stanno studiando le tecnologie per ridurre le emissioni di CO2».

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